COSÌ LA CRISI CAMBIA LE ABITUDINI
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
COSÌ LA CRISI CAMBIA LE ABITUDINI
di VALERIO BERRUTI Ci sono meno auto in giro. Non ci vogliono le statistiche per rendersene conto e chi vive nelle grandi città se ne accorge subito. Il motivo è semplice: il costo del carburante comincia a diventare insostenibile. La verde va verso i due euro (nella scorsa settimana ha sfiorato 1,9) e il diesel segue a ruota. Il Codacons ha calcolato che con un rifornimento di gasolio di 50 euro si fanno 141 km in meno rispetto a un anno fa e 83 in meno con la benzina. Sono numeri a cui c’ è ben poco da aggiungere. Secondo l’ ultimo rapporto Aci-Censis proprio per il caro-benzina oltre il 10 per cento degli italiani ha modificato le abitudini d’ utilizzo dell’ auto. Difficile fare altrimenti di fronte a una crisi che si fa sempre più dura. Una risposta, però, comincia a farsi a largo ed è quella degli altri carburanti. Metano e Gpl soprattutto. Sempre per rimanere in tema di numeri eccone alcuni (forniti dall’ osservatorio Metanauto) che potrebbero aprire qualche spiraglio di luce. Con 10 euro, per esempio, un’ auto di media cilindrata può percorrere 158 chilometri se è alimentata a metano, 97 a Gpl, 69 a gasolio e 58 chilometri se è alimentata a benzina. La convenienza c’ è e per chi volesse ancora qualche altra prova la Fiat (leader con la Panda tra le vetture a metano) ha fatto anche qualche calcolo: da Roma a Milano con un’ auto media a benzina si spendono 57 euro, col Gpl 31 e con il metano 23. Quindi molto meno della metà. Resta il prezzo d’ acquisto più alto della vettura. Però se arrivassero gli incentivi… ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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