15 Luglio 2016

Corte Ue: «Per le spiagge gare d’ appalto pubbliche»

Corte Ue: «Per le spiagge gare d’ appalto pubbliche»
stop al rinnovo automatico per le concessioni ai balneari

BRUXELLES. Stop al rinnovo automatico delle concessioni per i titolari degli stabilimenti balneari. L’ Italia dovrà infatti adeguare la sua nor mativa alla direttiva europea che impone una procedura di selezione «imparziale» e «trasparente» per assegnare gli spazi demaniali. Non più in modo automatico, quindi, come invece succede lungo le coste marittime e lacustri dello Stivale. La doccia gelata per i gestori dei bagni sulle spiagge italiane arriva dalla Corte di Giustizia di Lussem burgo nel bel mezzo della stagione estiva e le associa zioni di categoria sono già sul piede di guerra. E ora? Nel l’ immediato non succederà nulla: è già pronto un emen damento da inserire nel de creto enti locali per garantire la continuità delle attuali concessioni. Gli ombrelloni resteranno aperti anche do po la bocciatura europea, tempo permettendo. Servirà però una legge de lega, che il ministro agli Affa ri Regionali Enrico Costa sta predisponendo, per un rior dino generale della materia che consenta di adeguare la normativa all’ articolo 12 della famigerata – e conte stata direttiva Bolkestein, in modo da evitare sanzioni. «Tuteleremo gli investimen ti e valorizzeremo esperien za e professionalità di coloro che rappresentano le colon ne portanti del turismo bal neare del nostro Paese» ha detto il ministro Costa, cer cando di rassicurare i circa trentamila gestori degli sta bilimenti che fino a ieri mat tina potevano vantare con cessioni valide fino al 31 gen naio del 2020. Ma per le opposizioni la sentenza è un ottimo prete sto per andare all’ attacco del governo che «tutela le ban che e dimentica le imprese» (Deborah Bergamini, Forza Italia) e che «ha preferito aspettare che la mannaia dei burocrati europei si abbat tesse su un settore sfiducia to» (Giorgia Meloni, Fratelli d’ Italia). Sulle barricate an che due dei tre governatori di centrodestra, il “ligure” Gio vanni Toti e il veneto Luca Za ia. L’ esponente di Forza Italia invita il governo a «cogliere l’ occasione di Brexit» per chiedere di cambiare le rego le europee, mentre il leghista si scaglia contro «chi ha scrit to quelle norme e vive in Pae si in cui non ci sono spiagge ma solo scogliere». L’ accusa dei pro stabili menti si fonda sul fatto che in questo modo le spiagge ita liane verranno «svendute al le multinazionali», visto che nella sentenza si fa riferi mento al fatto che il rinnovo automatico delle concessio ni «costituisce una disparità di trattamento a danno delle imprese con sede negli altri Stati membri». Quello che chiede l’ Europa, insomma, è che vengano istituite gare d’ appalto pubbliche e tra sparenti, in modo da dare a tutti la possibilità di ottenere una concessione secondo criteri uniformi e non discre zionali (il ricorso era stato presentato proprio da alcuni gestori di stabilimenti a cui era stata rifiutata la conces sione). Esulta Legambiente «finalmente si pone fine a un’ anomalia tutta italiana» e per il Codacons le nuove re gole fanno calare il sipario su «una giungla dove non sem pre si è operato nella totale legalità».
marco bresolin

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