25 Gennaio 2018

Corte Ue: potrebbe essere illegittima l’ intesa tra i gruppi farmaceutici Roche-Novartis

 

Potrebbe essere illegittima l’ intesa tra i gruppi farmaceutici Roche e Novartis volta a ridurre l’ utilizzo in ambito oftalmico del medicinale Avastin e ad incrementare quello del farmaco Lucentis: tale intesa potrebbe infatti costituire una restrizione della concorrenza «per oggetto». A stabilirlo è la Corte di giustizia dell’ Unione europea. Pronunciamento al quale hanno risposto i gruppi farmaceutici coinvolti, mentre secondo le associazione dei consumatori la decisione della Corte potrebbe aprire la strada dei risarcimenti. L’ Avastin e il Lucentis, spiega la Corte, sono medicinali prodotti dalla società Genentech, appartenente al gruppo Roche. La Genentech ha affidato lo sfruttamento commerciale del Lucentis al gruppo Novartis mediante un accordo di licenza. La Roche commercializza l’ Avastin. «Questi medicinali biotecnologici sono stati autorizzati dalla Commissione e dall’ Agenzia europea per i medicinali (EMA) – ricorda la Corte -. Il Lucentis è autorizzato per il trattamento delle malattie oftalmiche. L’ Avastin, benché autorizzato solamente per il trattamento delle patologie tumorali, grazie al suo prezzo inferiore rispetto a quello del Lucentis, è spesso utilizzato anche per il trattamento delle malattie oftalmiche». Nel 2014, l’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato AGCM ha inflitto due ammende, ciascuna di un importo superiore a 90 milioni di euro, alle società Roche e Novartis, per avere le stesse concluso un’ intesa diretta ad ottenere una differenziazione artificiosa tra l’ Avastin e il Lucentis. Secondo l’ AGCM, l’ Avastin e il Lucentis sarebbero del tutto equivalenti per il trattamento di malattie oftalmiche. L’ intesa avrebbe avuto lo scopo di diffondere notizie in grado di ingenerare preoccupazioni sulla sicurezza degli usi oftalmici dell’ Avastin per causare uno spostamento della domanda a favore del Lucentis. L’ AGCM ritiene che tale spostamento avrebbe generato, a carico del servizio sanitario italiano, costi supplementari stimati in circa 45 milioni di euro per il solo anno 2012. Dopo che il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio ha respinto i loro ricorsi presentati contro le ammende, Roche e Novartis hanno proposto appello dinanzi al Consiglio di Stato (Italia), il quale ha adito la Corte di giustizia chiedendo l’ interpretazione delle norme dell’ Unione in materia di concorrenza. Secondo Roche, la sentenza della Corte «presenta diversi aspetti positivi, utili al lavoro del Consiglio di Stato» e «l’ auspicio è che il pronunciamento permetta al Consiglio di Stato di procedere in tempi celeri e si confida che l’ esito finale possa riconoscere definitivamente la correttezza dell’ operato di Roche». Nessun commento, invece, da parte di Novartis che, si legge in una nota, «prende atto della decisione della Corte» e «sta ora riesaminando la sentenza in dettaglio». Altroconsumo, da parte sua, accoglie con favore la decisione della Corte Europea e chiede al Consiglio di Stato di «confermare quanto prima la sanzione di 180 milioni comminata dall’ Antitrust nel 2014». Altroconsumo ribadisce inoltre «il diritto/dovere delle Regioni di chiedere il risarcimento per la maggior spesa sostenuta negli anni per l’ acquisto del farmaco Lucentis (più caro) rispetto a Avastin». Anche per il Codacons, la pronuncia «spiana la strada agli indennizzi in favore degli utenti e del Servizio sanitario nazionale».

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