Corte federale, nuovi problemi accuse di conflitto d`interesse
-
fonte:
- la Repubblica
Corte federale, nuovi problemi accuse di conflitto d`interesse
Uno dei componenti difensore di grandi aziende sponsor delle società imputate
ROMA – E sulla sentenza dello scandalo del calcio, si allunga ora persino un sospetto di conflitto di interessi. Nel giorno in cui si riunisce la corte d`appello federale per abbreviare i tempi della scrittura delle motivazioni del verdetto di martedì scorso, un esposto arriva sulle scrivanie di Guido Rossi e Francesco Saverio Borrelli e apre un nuovo, delicatissimo, fronte: uno degli avvocati che componeva la commissione della Corte federale era anche legale difensore di alcuni importanti gruppi italiani, principali sponsor delle squadre miracolate dalla sentenza. L`esposto, firmato dal Codacons, è stato inviato oltre che alle autorità sportive, anche all`autorità Antitrust e alla procura della Repubblica di Roma. Il contenuto dell`accusa mossa dai consumatori è piuttosto esplicito ed analitico: “Si comunica – è scritto – che uno dei componenti del collegio della Corte d`appello federale risulta essere stato legale difensore dei seguenti soggetti: Tim, Air One, Capitalia e Coni. Si fa presente che la gran parte di questi soggetti risultano sponsor delle squadre che sono state formalmente avvantaggiate dalla decisione della corte d`Appello Federale“. Quanto sostenuto nell`esposto, insomma, è molto chiaro: siccome uno dei giudici era avvocato degli sponsor delle squadre sotto processo e siccome i giudici, come è noto, devono apparire, oltre che essere, imparziali, allora qualcosa nella composizione di quella commissione non ha funzionato. Le argomentazioni offerte dal movimento dei consumatori sono state accolte con interesse dalla Figc commissariata anche se difficilmente avranno un seguito. “Di sicuro comunque – spiegano da via Allegri – l`argomento del conflitto di interessi nel mondo del calcio in generale è nella nostra agenda, anche se si tratta di un tema delicato che va affrontato in maniera molto seria“. Il punto è che, proprio perché rilevantissimo, bisogna fare attenzione a non farsi confondere le idee: “La nostra preoccupazione è quella di non cadere nelle trappole dei “non conflitti“, quelle situazioni che possono sembrare problematiche ma che invece sono ben regolamentate“. All`hotel Parco dei Principi di Roma risuonano ancora nell`aria le critiche violente mosse da buona parte degli addetti ai lavori circa l`atteggiamento troppo amichevole tenuto dalla corte nei confronti dei “colleghi delle difese“. E quando alla vigilia del maxi processo il Csm ritirò i magistrati dall`ordinamento sportivo ci fu più di una voce che mise in guardia dal pericolo di “una sentenza scritta dagli avvocati per gli avvocati“. Nei prossimi giorni la Figc – impegnata nel difficile compito di riscrittura delle regole – cercherà di porre un rimedio. Questa mattina i giudici della Corte d`Appello federale si incontreranno con l`obbiettivo di impostare il lavoro per riuscire a scrivere le motivazioni della sentenza entro il 5 agosto (e non più, come previsto in un primo momento, il 10). La data del deposito delle motivazioni sarà anche quella dell`inizio dell`ultima fase del processo: quella dei ricorsi. Le società sono divise in due: c`è chi come la Fiorentina ha già annunciato di “voler ricorrere in ogni grado e in qualunque sede per avere riconosciute le proprie ragioni“ e chi, come il Milan, sembra intenzionato ad evitare.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: air one, antitrust, calcio, capitalia, coni, corte d`appello federale, corte federale, figc, guido rossi, sentenza, sponsor
