10 Agosto 2021

Corso Buenos Aires, la ciclabile delle polemiche

di Mattia Todisco

La pista ciclabile di Corso Buenos Aires a Milano torna ad essere al centro del dibattito politico e cittadino. “Merito“ del Codacons, che nella mattinata di ieri ha annunciato in una nota l’intenzione di rivolgersi alla Procura della Repubblica. “Purtroppo a distanza di tempo non sembra che il Comune di Milano abbia intenzione di intervenire e di accogliere le nostre istanze, per questo motivo chiederemo alla Procura di sequestrare il tratto di pista ciclabile al fine di prevenire gravissime conseguenze per i cittadini – è l’intenzione espressa dall’associazione – Alcune di queste tematiche erano già state sottolineate dal Codacons, che infatti aveva indirizzato alla Procura un dettagliato esposto al fine di indicare i principali rischi per la sicurezza dei cittadini rappresentati dalla pista ciclabile in questione”.

Nei giorni scorsi la questione è stata al centro di un botta e risposta tra l’assessore comunale alla mobilità Marco Granelli e il candidato sindaco del centrodestra Luca Bernardo. Secondo il rappresentante dell’amministrazione, infatti, “chi si ostina a non volere le piste ciclabili, in corso Buenos Aires e nel resto di Milano, evidentemente sogna un’autostrada a più corsie in pieno centro”, mentre per Bernardo la ciclabile fa parte di “una serie infinita di provvedimenti inutili in nome del ’green’”.

I commercianti intervistati dal Giorno segnalano in buona parte disagi dovuti alla scelta di Palazzo Marino non per una contrarietà alla pista ciclabile in se, ma per come è stato attuato il progetto. Roberta Villa di “Amelie“, boutique di Corso Buenos Aires, sottolinea: “L’idea della pista va bene, ma serve un po’ di controllo. Vanno tutti come dei pazzi, spesso ci sono macchine in seconda fila”. Davide Lagianella, titolare di un Sali e Tabacchi nei pressi di Piazza Lima, è anch’egli favorevole alla ciclabile, solo chiede che “in una strada così trafficata le cose vengano fatte un po’ meglio, magari seguendo l’esempio di Viale Tunisia, dove vedo dei cordoli e una maggiore gestibilità”.

Ieri, nel frattempo, Assosharing ha preso posizione in una nota riguardante la sharing mobility dei monopattini. “È tra i mezzi più controllati in città – dice il presidente Matteo Tanzilli -. L’indice degli incidenti per corse effettuate nel 2020 è molto basso, si attesta attorno allo 0,004%”. Questo è in tutto il mondo il modello su cui le municipalità hanno disegnato un servizio di trasporti che va incontro alle esigenze di sostenibilità economica delle città”.

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