2 Settembre 2020

Corso Buenos Aires, esposto Codacons contro la ciclabile

Un esposto in Procura contro la ciclabile di corso Buenos Aires. Dopo le polemiche politiche, le bike lane , attraverso il Codacons, diventano ora materia di tribunale. «L’ impegno del Comune di puntare sulla mobilità alternativa deve essere certo visto positivamente, ma deve invece essere sottolineata in modo fortemente critico la modalità con cui ciò è stato fatto – dice il presidente dell’ associazione Marco Donzelli -: non basta decidere di voler fare una pista ciclabile e tracciare sull’ asfalto con la vernice delle linee che dividano la carreggiata dalla ciclabile, tra l’ altro senza alcuna delimitazione vera e propria, perché così facendo si mettono in pericolo le vite dei ciclisti e di coloro che vi transitano. Ne sono un esempio i numeri: secondo Areu dal primo giugno si sono verificati 507 incidenti stradali che hanno coinvolto ciclisti e 112 che hanno coinvolto monopattini, troppi davvero». Dito puntato, in particolare, sulla ciclabile di Buenos Aires, per cui il Codacons si è appunto rivolto alla Procura «vista la pericolosità di alcuni tratti, specialmente quello in piazza Oberdan, dove le vetture transitano pericolosamente vicine alle bici. Insomma servono garanzie; sì alla la mobilità alternativa, no alle piste ciclabili fai-da-te». L’ epicentro delle proteste si sta però spostando in viale Monza, dove la stessa corsia ciclabile è destinata a raggiungere il confine con Sesto San Giovanni, tra il tifo del popolo della bicicletta e le proteste (di un gruppo) di residenti e commercianti. Dopo il presidio di una trentina di militanti leghisti lunedì mattina, domani è in programma una prima assemblea pubblica a Gorla. «La pista creerà problemi e arriveranno molte multe per i parcheggi che mancheranno. Non vogliamo esser il bancomat del Comune», si legge nel volantino di convocazione.
a. se.

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