4 Luglio 2017

Corsi svaniti insieme ai soldi

la scuola di formazione inglese patrocinata dalla regione ha chiuso i battenti
di STEFANIA PAPALEO CATANZARO – Quei Corsi d’ inglese, affidati a professori madrelingua, che prevedevano, al termine del percorso educativo, il rilascio di un diploma professionale con Certificazione Internazionale riconosciuta a tutti i livelli e fruibile sull’ intero territorio dell’ Unio ne Europea, erano apparsi come un’ ottima occasione ai giovani calabresi in cerca di occupazione. Il patrocinio della Regione Calabria era, del resto, una garanzia. Così non avevano esitato a sborsare più di 1000 euro a testa per corsi che, dopo una regolare partenza, si erano persi per strada. La scuola alla quale si era affidata la Regione Calabria, ovvero la Royal English Institute, con sede a Reggio Calabria e numerose filiali sparse a macchia di leopardo in tutta la Calabria, all’ improvviso aveva chiuso i battenti. Salvo comunicare agli interessati che i corsi sarebbero proseguiti presso altro istituto. E così era stato. Tutto risolto, dunque? Niente affatto, perché anche la seconda scuola decide all’ improvviso di interrompere le lezio nie differirne il proseguo a “data da destinarsi”. I corsisti ancora aspettano e l’ agognato diploma diventa un miraggio. Sui soldi spesi dai ragazzi nessuna notizia. Per non parlare della possibilità di accedere al mondo del lavoro. Sempre più remota. E sui corsi in questione L’ avvocato Francesco Di Lieto cala adesso l’ ombra della truffa. È il Codacons, per mano del suo vicepresidente nazionale, l’ avvocato Francesco Di Lieto, a volerci vedere chiaro, con un esposto già partito all’ indirizzo della Procura e finalizzato a verificare anche l’ operato della Regione Calabria, rispetto al compito di vigilanza sulle società con le quali si trova a stipulare qualsivoglia convenzione. L’ art. 117 della Costituzione, infatti, riconosce come “competenza esclusiva delle Regioni” la formazione professionale e così sono proprio le Regioni ad occuparsi di gestire i quasi 3 miliardi di euro che l’ Eu ropa assegna al nostro paese per offrire strumenti per l’ accesso al mondo del lavoro. Ecco perché adesso il Codacons si chiede quanto sia costato ai calabresi il patrocinio dei corsi svaniti nel nulla e gira i suoi interrogativi alla Procura, allegando un dettaglio di non poco conto: la partita iva della società che avrebbe dovuto tenere i corsi risulta “cessata” già due anni prima della firma dei contratti! Dettaglio che la dice lunga sui controlli (non) portati avanti dalla Regione e che appare sufficiente al Coda cons per sostenere che “tra corsi inesistenti e scuole che scompaiono, tra indagini delle Procure ed anatemi della Corte dei Conti, i soldi stanziati dall’ Eu ropa vanno in fumo e le prospettive dei ragazzi rimangono nere”. Il Codacons ha intanto chiesto spiegazioni alla Regione, non solo sulle garanzie ricevute da soggetti che beneficiano di soldi pubblici e che poi, come lamentano i ragazzi, spariscono, ma anche sui controlli svolti affinché le somme erogate abbiano effettivamente una ricaduta sul grado di preparazione dei giovani calabresi. E, per concludere,Di Lieto offre una “chicca”.: «Spesso utilizziamo l’ espres sione “fare le scarpe” quale sinonimo di “fregatura”… ecco, oggi provando a digitare il sito della scuola, ci si imbatte, per l’ appunto, in un negozio di scarpe».

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