10 Novembre 2020

Corsa contro il tempo caccia ai letti Covid e nuove assunzioni

di Ernesto Ferrara Assunzioni più veloci di medici e infermieri, anche con bandi aperti a cui via via potrà partecipare chi si è appena laureato o specializzato. E caccia continua a nuove strutture dove mettere i malati Covid per far respirare gli ospedali, assediati da un numero di ricoveri mostruoso: ieri altri 76, siamo ormai a 1.776 letti Covid occupati e 234 (+ 8) in terapia intensiva. Trenta nuovi letti Covid sono attivi da ieri ai Fraticini della Croce Rossa, sopra Careggi, dove sono andati per un sopralluogo il governatore Giani e l’ assessore alla sanità Bezzini: qui si può arrivare fino a 120 posti. Altri 100- 120 saranno operativi in qualche giorno nell’ ex ospedale Campo di Marte a Lucca. E ieri è partita formalmente anche l’ operazione da 5 miloni di euro per allestire 500 letti Covid nell’ ex Creaf di Prato. Si continua ad attingere dai privati. Si stanno trovando altri alberghi sanitari per metterci malati lievi assistiti dalle cosiddette unità ” Usca” ( che passeranno da 114 a 150 entro la prossima settimana). Nelle aziende ospedaliere universitarie si sfruttano padiglioni sotto utilizzati, ali mai usate, persino le sale operatorie possono essere adibite a reparti intensivi per il Covid. Proprio per ricavare questo spazio ulteriore negli ospedali però ci sono delle conseguenze, peraltro chiaramente scritte nel piano pandemico regionale: entro un paio di giorni, quando si prevede si possa arrivare a 2 mila ricoveri, stop quasi del tutto alla chirurgia programmata. Interventi come cateratte o colecisti saranno rimandati all’ anno prossimo, per ora si provvederà solo ad urgenze e oncologia. È una corsa contro il tempo. Complicata. Il tentativo della Regione è allargare l’ offerta di letti per i ricoveri di fronte ad una mole di polmoniti che non si era vista nemmeno a marzo. Secondo vari specialisti è tardi per farlo. E secondo le proiezioni dell’ Ars le cose andranno a peggiorare: a fine settimana si superano ampiamente i 2 mila ricoveri e addirittura si potrebbe arrivare 3 mila a stretto giro. C’ è chi nelle Asl ormai ha iniziato a pensare a piani di massima emergenza che prevedano anche di allestire ospedali da campo di fronte agli ospedali, sotto grandi tende riscaldate. Giani non dice di no ma è per evitarlo a tutti i costi: «Io non manderò mai un malato sotto le logge. Ma certo uno scenario simile può essere solo l’ estrema ratio. Farò il possibile perché i toscani siano curati tra 4 mura » spiega il governatore. Va detto che manca anche il personale. È per questo che già oggi Giani potrebbe firmare un’ ordinanza per accelerare al massimo le assunzioni di medici e infermieri: un atto che semplificherà le procedure permettendo alle Asl di pescare tra le domande ai bandi, di fare selezioni in video conferenza anche di emettere bandi aperti, di modo che mano mano che arrivino nuovi laureati possano fare domanda ed entrare in servizio. Tutta teoria, tutta previsione. Ma il problema è che poi il quotidiano è una battaglia. La pressione sui pronto soccorso è ad esempio a tratti insostenibile. Quello di Empoli era andato in tilt nei giorni scorsi. Ora anche quello dell’ ospedale San Jacopo di Pistoia non regge più: «Da giorni a Pistoia si assiste ad una media di circa una trentina di accessi quotidiani di pazienti con diagnosi di polmonite da Covid » , hanno fatto sapere ieri dall’ Asl Centro annunciando che ieri notte il pronto soccorso è rimasto chiuso e tutti i pazienti sono stati dirottati a Careggi. E probabilmente sarà così tutte le notti da qui in poi. Quanto si può reggere in uno scenario simile? Le intensive sono sotto stress e aumentandole il carico per i sanitari è destinato a crescere enormemente. Molti di loro anche contagiati: il sindacato Nursind ieri ha aggiornato il suo calcolo parlando di 1.200 positivi tra personale medico e infermieri fin qui in Toscana. E del resto la situazione sanitaria legata al coronavirus continua ad essere difficile. Ieri ci sono stati 33 decessi (età media 82 anni) e 2.244 nuovi positivi rispetto a domenica con una percentuale di contagi sui tamponi da record, siamo al 31,5%. Uno dei temi continua ad essere quello dei tracciamenti: i 500 nuovi tracer della Regione nelle fiere sono entrati in funzione e pare abbiano molto recuperato nella Asl Sud per ora. I sindaci sono allarmati e preoccupati. Quelli dell’ Empolese che avevano chiesto una zona rossa adesso si fermano, in attesa di capire se le cose miglioreranno con la fascia arancione decretata per tutta la regione. Il sindaco di Prato Matteo Biffoni è preoccupato, come quello di Pisa Michele Conti. Il Codacons ha annunciato che presenterà un esposto in tutte le procure della Toscana per chiedere di indagare la Regione e i suoi vertici per i reati di omissione di soccorso, ritardo e omissione di atti d’ ufficio e concorso in omicidio colposo in relazione all’ emergenza. Nelle Rsa ancora allarme rosso: ieri 3 morti a Villa Serena a Montaione © RIPRODUZIONE RISERVATA

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