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9 Gennaio 2002

Corsa all`euro: banche in tilt dopo lo sciopero

Corsa all`euro: banche in tilt dopo lo sciopero
Assalto agli sportelli automatici: un milione e mezzo di prelievi. Denunce per gli arrotondamenti

ROMA Banche in tilt alla riapertura degli sportelli dopo lo sciopero di lunedì. File chilometriche e code di ore si sono accumulate fin dalla prima mattinata, tanto che alcune filiali di primari istituti di credito del centro di Roma hanno addirittura chiuso i battenti in anticipo a causa del sovraffollamento. E già prima dell`ora di pranzo un`agenzia nella capitale invitava a «ripassare». Quando? «Nel pomeriggio» informava un solerte addetto alla sicurezza. Ma nel pomeriggio i clienti si sono trovati di fronte, di nuovo, a porte sbarrate: «C`è troppa fila, ci dispiace, l`ingresso non è consentito», è stato il leit motiv risuonato di fronte a numerose agenzie bancarie.

E le cose non sono andate meglio alle Poste, dove le interminabili attese hanno causato anche numerosi malori, soprattutto fra gli anziani. Mentre problemi, soprattutto nelle prime ore della giornata, si sono verificati ai Bancomat, molti dei quali rimasti senza euro per la tre giorni di fermo tra weekend e sciopero. Dalla mezzanotte alle 16 di ieri sono stati effettuati presso i distributori automatici «1,5 milioni di prelievi ed erogati – ha ricordato l`Abi – 194 milioni di euro (circa 380 miliardi)» mentre lunedì, giornata di stop dei bancari, sono stati registrati «2 milioni di prelievi per un ammontare di 260 milioni di euro». «Siamo stati subissati di telefonate, da tutta Italia ed in particolare dalle grandi città, di protesta per i gravi disagi agli sportelli bancari e postali», testimonia il presidente dell`Adusbef Elio Lannutti definendo quella di ieri «un`altra giornata campale» per gli utenti. Lannutti torna così a puntare il dito contro il sistema bancario e postale «per aver sottovalutato l`entità del changeover». Ma da dietro gli sportelli bancari gli impiegati tentano la difesa. «Le attese sono di almeno due ore», ha ammesso sconsolato il direttore di un`agenzia di Via del Corso a Roma, ricordando però che la nuova crisi agli sportelli, oltre che dallo sciopero dipende anche dalla consueta maggiore attività di inizio anno. «Un surmenage – ha aggiunto – aggravato dai tempi più lunghi per ogni operazione, a causa della poca dimestichezza dei cittadini con la nuova moneta. Per ogni operazione ci vuole qualche minuto in più che, considerata la grande affluenza, si traduce in forte aggravio di tempo».
I consumatori però non ci stanno. «Il presidente dell`Abi – accusa Lannutti – che non ha saputo evitare lo sciopero, invece di accusare i dipendenti per aver scioperato “contro i cittadini“ rifletta se non è il caso di organizzare in maniera più efficiente il lavoro. Ad esempio rinforzando le presenze agli sportelli o attraverso contratti a termine, ad hoc, per il periodo del changeover, in modo da poter offrire un servizio degno ai cittadini». Lannutti non risparmia neanche i vertici delle Poste Italiane: «I trionfalismi di Corrado Passera sono fuori luogo, se non provocatori, verso le migliaia di persone in coda».
Insieme alle code, sono gli «arrotondamenti» al rialzo che preoccupano in questi primi giorni dell`euro. La denuncia di arrotondamenti selvaggi lanciata lunedì dalle associazioni dei consumatori, ha scatenato le segnalazioni da parte degli acquirenti che a centinaia protestano contro gli aumenti. I centralini delle organizzazioni in difesa degli utenti sono presi d`assalto. Il Codacons segnala che continuano a pervenire centinaia di segnalazioni all`«Euro-sportello» dell`associazione: solo ieri mattina le proteste sono state 375. Tra queste anche quella di un presidente della Corte dei Conti che segnalava l`aumento delle compresse vitaminiche Cebion, passate da 7.500 lire a 4,13 euro (7.996 lire). Nel mirino dei consumatori bar, ristoranti, musei, parrucchieri, alberghi, ma anche il prezzo di alcune visite specialistiche negli ospedali pubblici e di farmaci noti e meno noti.
«La top parade delle segnalazioni – segnala il Codacons – vede in testa bar e pasticcerie per l`aumento generalizzato di caffè, cappuccini, cornetti e brioche corretti …all`euro. Dopo l`annuncio della prima causa al Giudice di Pace per un bar di Ladispoli che ha portato il cappuccino a 1 euro stanno arrivando altre denunce simili, come ad esempio un bar del centro di Firenze che ha portato il caffè da 1.600 lire a 1 euro».

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