Corruzione all’Ufficio tecnico Tre anni alla ex responsabile
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fonte:
- La prealpina
– Nel magma degli affari urbanistici illeciti, messi a nudo nel 2017 con l’arresto dell’allora sindaco Danilo Rivolta, anche Orietta Liccati, la sua compagna, avrebbe avuto un ruolo. Questa almeno è la conclusione a cui è arrivato il gup Tiziana Landoni che ieri ha condannato la ex responsabile dell’Ufficio tecnico a tre anni di pena, quindi a quattro mesi in più rispetto alla richiesta del procuratore capo Giuseppe D’Amico Novanta giorni per il deposito delle motivazioni ma l’avvocato Carlo Alberto Cova è già pronto a impugnare in appello. «La mia assistita è completamente estranea a tutta la vicenda, sarebbe stata da assolvere e invece ha ricevuto una condanna superiore a quella invocata dalla procura. Ribalteremo tutto in appello». commenta. Risultato diametralmente opposto per l’ex comandante dei vigili urbani Costantino Gemelli: il giudice ieri pomeriggio lo ha assolto dall’accusa di abuso d’ufficio reato ridimensionato drasticamente dalla recente riforma e quindi ormai difficilmente attribuibile. Gli imputati che hanno scelto di patteggiare hanno chiuso il procedimento con un anno, nove mesi e dieci giorni. Andranno a dibattimento invece Fulvio Rivolta, fratello dell’ex sindaco e titolare dello studio attraverso il quale si sbrigavano le pratiche edilizie, l’ex segretario comunale Maurizio Vietri e un altro imprenditore lonatese. Danilo Rivolta era stato giudicato dal gup Piera Bossi nel 2019 per il filone principale dell’inchiesta condotta dal pubblico ministero Luigi Furno. Da questa indagine il pm Furno raccolse elementi fondamentali per avviarne un’altra quella che lunedì tornerà in aula a Mi- e che decapitò tutta Forza Italia, partendo dal suo vertice, Nino Caianiello. «Manovrava tutto lui», confidò Rivolta agli inquirenti e fu così che nacque la Mensa dei poveri. Non ci sono ancora decisioni ufficiali su questo versante, ciò che trapela è che l’avvocato Tiberio Massironi chiederà per Caianiello un rito alternativo (probabile patteggiamento) che i coimputati che avevano tentato, fallendo, di concordare una pena con il pm ci riproveranno, ovviamente alzando l’asticella della condanna e dei risarcimenti. Lunedì verrà trattata soprattutto la questione delle costituzioni di parte civile: quella del Codacons ha sorpreso più di un avvocato.
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