23 Aprile 2021

Corruzione all’Ufficio tecnico Tre anni alla ex responsabile

– Nel  magma  degli  affari  urbanistici  illeciti,  messi  nudo  nel  2017  con  l’arresto  dell’allora  sindaco  Danilo  Rivolta,  anche  Orietta  Liccati,  la  sua  compagna,  avrebbe  avuto  un  ruolo.  Questa  almeno  è  la  conclusione  cui  è  arrivato  il  gup  Tiziana  Landoni  che  ieri  ha  condannato  la  ex  responsabile  dell’Ufficio  tecnico  tre  anni  di  pena,  quindi  quattro  mesi  in  più  rispetto  alla  richiesta  del  procuratore  capo  Giuseppe  D’Amico  Novanta  giorni  per  il  deposito  delle  motivazioni  ma  l’avvocato  Carlo  Alberto  Cova  è  già  pronto  impugnare  in  appello.  «La  mia  assistita  è  completamente  estranea  tutta  la  vicenda,  sarebbe  stata  da  assolvere  invece  ha  ricevuto  una  condanna  superiore  quella  invocata  dalla  procura.  Ribalteremo  tutto  in  appello».  commenta.  Risultato  diametralmente  opposto  per  l’ex  comandante  dei  vigili  urbani  Costantino  Gemelli:  il  giudice  ieri  pomeriggio  lo  ha  assolto  dall’accusa  di  abuso  d’ufficio  reato  ridimensionato  drasticamente  dalla  recente  riforma  quindi  ormai  difficilmente  attribuibile.  Gli  imputati  che  hanno  scelto  di  patteggiare  hanno  chiuso  il  procedimento  con  un  anno,  nove  mesi  dieci  giorni.  Andranno  dibattimento  invece  Fulvio  Rivolta,  fratello  dell’ex  sindaco  titolare  dello  studio  attraverso  il  quale  si  sbrigavano  le  pratiche  edilizie,  l’ex  segretario  comunale  Maurizio  Vietri  un  altro  imprenditore  lonatese.  Danilo  Rivolta  era  stato  giudicato  dal  gup  Piera  Bossi  nel  2019  per  il  filone  principale  dell’inchiesta  condotta  dal  pubblico  ministero  Luigi  Furno.  Da  questa  indagine  il  pm  Furno  raccolse  elementi  fondamentali  per  avviarne  un’altra  quella  che  lunedì  tornerà  in  aula  Mi-  che  decapitò  tutta  Forza  Italia,  partendo  dal  suo  vertice,  Nino  Caianiello.  «Manovrava  tutto  lui»,  confidò  Rivolta  agli  inquirenti  fu  così  che  nacque  la  Mensa  dei  poveri.  Non  ci  sono  ancora  decisioni  ufficiali  su  questo  versante,  ciò  che  trapela  è  che  l’avvocato  Tiberio  Massironi  chiederà  per  Caianiello  un  rito  alternativo  (probabile  patteggiamento)  che  coimputati  che  avevano  tentato,  fallendo,  di  concordare  una  pena  con  il  pm  ci  riproveranno,  ovviamente  alzando  l’asticella  della  condanna  dei  risarcimenti.  Lunedì  verrà  trattata  soprattutto  la  questione  delle  costituzioni  di  parte  civile:  quella  del  Codacons  ha  sorpreso  più  di  un  avvocato.

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