Corrono i prezzi italiani: 2,4%
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Parte la stretta monetaria graduale di Greenspan: tasso di sconto alzato di un quarto di punto. Effetto petrolio nel Belpaese
NEW YORK Nessuna sorpresa. La Federal Reserve – come stimato alla vigilia da esperti e analisti – conclude un`era e, dopo quattro anni di ritocchi solo verso il basso, rialza di un quarto di punto (a quota 1,25%) il costo del denaro, salutando la soglia dell`1%: la più contenuta degli ultimi 46 anni. Sgombrata la strada verso la stretta già al termine della riunione del 4 maggio scorso, il Federal open market committee – il braccio della Banca Centrale che determina la politica monetaria – ha materializzato, ieri, la crescita dei tassi di interesse adombrata dagli economisti, e tanto temuta dagli investitori, cancellando una fase di immobilità iniziata il 25 giugno del 2003 quando – all`avvio della ripresa dell`economia statunitense – assestò il tredicesimo taglio consecutivo ai tassi.
La mossa della Fed – per quanto di rottura rispetto al recente passato – era stata preparata con cura nell`ultimo meeting del Fomc quando gli uomini dell`istituto di Washington mutarono il tono delle loro considerazioni, in modo da preparare gli investitori ad un rialzo considerato irrinunciabile sulla scia di un rilancio dell`economia oramai assodato ed una ripresa del mercato del lavoro, capace di creare oltre 1,1 milioni di posti di lavoro negli ultimi tre mesi. Così, se alla fine della scorsa riunione il Fomc aveva osservato come «il corso accomodante della politica monetaria accoppiato ad una crescita consistente nella produttività stia fornendo un supporto importante» all`economia tanto da permettere «con una inflazione bassa» che la politica accomodante «possa essere rimossa» in via «misurata», a quasi due mesi di distanza il pensiero si è trasformato in una crescita dei tassi sino all`1,25% in coda ai dati « riscontrati tra le date dei due meeting» i quali «indicano che la produzione continua ad espandersi in modo solido e le condizioni del mercato del lavoro sono migliorate». Parole quasi scontate di fronte a una ripresa dell`economia apparsa fluida sin dalla seconda metà del 2003 e rafforzata da un Pil in costante tenuta, (passato dallo stellare +8,2% del terzo trimestre 2003 ai buoni +4,1% dell`ultimo trimestre 2003 e +3,9% del primo scorcio del 2004) e dalla ripresa del lavoro.
Adesso, divenuta realtà la previsione di Greenspan – secondo il quale, «a un certo punto», i tassi di interesse sarebbero dovuti salire – esperti e investitori hanno già iniziato a valutare quali potrebbero essere le mosse future della Banca Centrale americana. Un rialzo dello 0,25%, infatti, lascia spalancata la porta verso un incremento del costo del denaro di un altro quarto di punto in tempi estremamente brevi, magari alla prossima riunione del Federal Open Market Committee in programma ad agosto.
L`INFLAZIONE ITALIANA SI RIACCENDE – E intanto, in Italia, il costo della vita torna ad infiammarsi dopo quattro mesi di tregua. La conferma è arrivata ieri dall`Istat che ha di fatto confermato, anche se in parte ridimensionato, il primo allarme giunto già due giorni fa dalle città campione, rilevando un rialzo dell`inflazione dal 2,3% dei mesi scorsi al 2,4% in giugno. E, così come si sospettava dalle prime indicazione dei 12 capoluoghi, i principali responsabili di questo nuovo rialzo sembrano essere la benzina e le tariffe degli avvocati.
Quella dell`Istat è pur sempre ancora una stima preliminare (il dato definitivo arriverà a metà luglio), ma non ha mancato di suscitare immediatamente reazioni critiche e preoccupate tra consumatori, responsabili del sindacato e non solo. Anche la Confindustria torna a paventare il rischio che riparta la spirale prezzi-salari. Il ministro per le Attività Produttive Antonio Marzano, però, getta acqua sul fuoco e ribadisce ancora una volta che la situazione italiana è in linea con quella europea. Sia l`indice dei prezzi al consumo per l`intera collettività, sia quello armonizzato hanno registrato a giugno un aumento dello 0,2% a livello mensile e del 2,4% su base tendenziale. E i tecnici dell`Istat hanno spiegato che a controbilanciare il progressivo raffreddamento dei prezzi degli alimentari (il cui tasso di inflazione è via via sceso da oltre il 4% di gennaio al 2,8% in giugno) sono arrivati gli effetti dei rincari della benzina tradottisi in un rialzo congiunturale dello 0,4% e tendenziale del 3,9% dei trasporti. Ma i trasporti non sono stati i soli «imputati»: un rincaro consistente si riscontra anche nel capitolo «altri beni e servizi» nel quale ha certamente pesato il rialzo di oltre il 30% delle tariffe degli avvocati. L`Istat, è la critica del Codacons, corre in soccorso del Governo.
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