19 Marzo 2001

Corriere della Sera – Radio Vaticana è un caso estremo

                                                                                                                        lunedì, 19 marzo 2001
                                                                                                            INQUINAMENTO ATMOSFERA  

   
"Radio Vaticana e’ un caso estremo"
Roberto Bertollini (Organizzazione mondiale sanita’ ): "Sulle radiofrequenze sappiamo troppo poco".
POLEMICHE Veltroni, la parola alla commissione
Brogi Paolo

   

"In questo caso ci sono troppe coincidenze che suscitano sospetti e che non possono essere sottovalutate" "Radio Vaticana e’ un caso estremo" Roberto Bertollini (Organizzazione mondiale sanita’ ): "Sulle radiofrequenze sappiamo troppo poco" "L’ allar me sulla Radio Vaticana non e’ ingiustificato". Nei giorni scorsi un alto esponente dell’ Organizzazione Mondiale della Sanita’ ha espresso preoccupazione per la situazione creata dalla Radio Vaticana. "Bisogna prendere precauzioni per tutelare la po polazione", ha detto il dottor Roberto Bertollini, un medico italiano originario di Roma (dove conserva casa a Monteverde Vecchio), 48 anni, direttore del centro dell’ Oms su ambiente e salute di Roma e da un anno direttore della divisione tecnica pe r l’ Europa dell’ Oms. Bertollini di stanza a Copenaghen divide il suo tempo tra Danimarca, Svizzera e Italia. Dottore, che cosa consiglia di fare contro l’ esposizione ad alte emissioni di radiofrequenze? "Il problema e’ quello di sempre in questo c ampo dove conosciamo ancora troppo poco. Il problema delle radiofrequenze poi, piu’ in particolare, e’ ancor meno noto, nel senso che abbiamo conoscenze inferiori rispetto a quelle raggiunte sulle linee elettriche e in generale sui campi elettromagne tici generati. Pero’ …". Pero’ ? "Nel caso di Radio Vaticana siamo di fronte a una situazione estrema". Perche’ ? "In questo caso ci sono troppe coincidenze che suscitano sospetti e che non possono essere sottovalutate". Provi ad elencarle. "Ci son o ripetitori che generano radiofrequenze molto elevate, un sistema unico che non ha riscontri e che e’ in grado di trasmettere in tutto il mondo. Questi ripetitori sono vicini a una comunita’ piccola. Poi c’ e’ uno studio epidemiologico molto ben fat to, mi riferisco a quello che e’ stato reso noto nei giorni scorsi dall’ Agenzia per la salute pubblica nel Lazio. In quello studio, che e’ uno dei primi studi al mondo sul problema, si evidenzia un numero molto elevato di leucemie nei pressi delle a ntenne. Conosco il curriculum dei ricercatori che hanno realizzato questo importante screening e posso stare tranquillo. Sanno fare il loro lavoro". Si spieghi meglio. Su questo problema dei dati ci sono contestazioni. "Non capisco perche’ . Chi soll eva dubbi, mi pare, a volte non ha un atteggiamentto scientifico. Vede, i ricercatori dell’ Agenzia hanno adottato una metodologia dello studio che e’ solida, con un approccio che usiamo anche noi dell’ Oms. Intendo quello di tipo geografico, che tie ne in considerazione la distanza dalla fonte di esposizione della comunita’ che si sta studiando". Conclusione? "Ci sono elementi sufficienti per dire che il problema va preso in considerazione con serieta’ . Non si tratta di procedere in modo perent orio, visto che siamo di fronte per fortuna a troppi pochi casi. Ma i casi ci sono. E allora la cautela e’ giustificata". E’ questa la posizione dell’ Oms? "L’ Oms ha posizioni in genere caute su questo problema. L’ abbiamo detto e ridetto. Ma le sit uazioni estreme, e questa e’ una situazione estrema, rendono necessario un atteggiamento di cautela. Io ragiono da medico. Dico: guardare i dati, ragionare sui fatti, abbiamo dati d’ incidenza e non di sola mortalita’ …". Che differenza c’ e’ ? "La mortalita’ non puo’ essere l’ unico indicatore, perche’ i decessi potrebbero essere provocati anche da cure sbagliate". E allora? "Allora tutto cio’ deve indurre alla cautela e a comportamenti adeguati sulla base di questa considerazione". Per esser e piu’ chiari cosa consiglia? "Consiglio di contenere l’ esposizione nella zona immediatamente circostante magari con misure tecniche che consentano di abbassare l’ emissione di radiofrequenze. I quesiti scientifici posti da questo problema, come ho spiegato, non possono essere risolto che in tempi lunghi. Intanto pero’ , mentre si continua a cercare e a studiare il fenomemo, si devono prendere precauzioni". Che cosa bisognerebbe invece evitare? "Non ci si dovrebbe schierare a favore o contro, c ome in una crociata, perdendo di vista l’ interesse finale che e’ in fin dei conti la tutela della salute delle persone. Si tratta in definitiva di trovare soluzioni di gestione del rischio". Gli studi continueranno? "Certo, perche’ se la letteratura e’ numerosa per le basse frequenze, cioe’ gli elettrodotti, e’ ancora troppo scarsa per le alte frequenze. Lavoriamo anche sui cellulari, dove l’ Oms ha in corso un’ importante ricerca, mentre per gli impianti radiobase ci sono ricerche inglesi ed a ustraliane". Paolo Brogi POLEMICHE Veltroni, la parola alla commissione Radio Vaticana: mentre il ministro dell’ Ambiente Willer Bordon ieri e’ tornato a ribadire che "le leggi italiane vanno rispettate" e il sottosegretario Vincenzo Vita ha ripropos to per le trasmissioni l’ opzione alternativa del satellite, il candidato sindaco del centro sinistra Walter Veltroni ha cercato di fissare alcuni punti fermi. "Risulta – ha detto – che la commissione paritetica insediata da settembre si sia riunita poche volte e con scarso costrutto. Sara’ bene fissare una data precisa e a breve termine per l’ indicazione delle soluzioni tecniche alternative".

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