16 Luglio 2010

Corridoi d’accesso a Isolabella Il Comune difenderà la decisione

 
«Scelta assunta d’intesa con la Capitaneria, i timori sono infondati»  
 

  
TAORMINA
Anche il Comune di Taormina intende partecipare all’udienza del 22 luglio al Tar di Catania, quando il Tribunale amministrativo sarà chiamato a pronunciarsi nuovamente nella contesa tra il Codacons e la Capitaneria di porto di Messina sulla questione del «sì» o «no» all’ancoraggio e all’ormeggio dei natanti nello specchio d’acqua della Riserva naturale.
Nelle scorse ore il Tar ha espresso un primo pronunciamento, accogliendo il ricorso dell’Associazione consumatori, con la conseguente decisione di stoppare l’ingresso dei barconi tramite la sospensione dell’ordinanza 116/2009 della Capitaneria. Il 22 luglio, stavolta in composizione collegiale, il Tar si esprimerà sulle richieste cautelari avanzate dal Codacons, che ricordiamo ha chiesto tramite un ricorso che venga impedito l’accesso nella riserva ai barconi delle escursioni che spesso a motore acceso destano apprensione e pericoli tra i bagnanti. Il problema sembrava si fosse risolto con una regolamentazione che ha portato all’avvenuta collocazione di alcuni corridoi di lancio, previsti dalla Capitaneria, che è l’autorità competente per la sicurezza in mare. Ma per il Codacons lo stato di pericolo per i bagnanti permane.
Il Comune taorminese in tal senso si costituirà al Tar sostenendo la validità e bontà dell’ordinanza della Capitaneria e quindi l’utilità dei due corridoi di lancio messi a punto e istituiti a Isolabella nelle scorse settimane. Comune e Capitaneria si erano d’altronde mossi d’intesa per cercare di risolvere il problema. Tuttavia, il presidente provinciale del Codacons, Antonio Cardile ritiene fosse migliore «la vecchia ordinanza n. 46 del 2001 della Capitaneria, che vietava l’ingresso a motore di ogni tipo di natante all’interno della baia al fine di tutelare l’ambiente e la purezza delle acque».
Al centro della disputa c’è pertanto la successiva ordinanza, la 116 del 2009, avverso la quale il Codacons si è rivolto al Tar. La Capitaneria ritiene che la recente e sin qui vigente ordinanza rappresenti una soluzione valida e pienamente in linea con tutti i parametri di sicurezza e tutela dell’ambiente e delle persone. Per il Comune di Taormina la vicenda è stata sin qui seguita dall’assessore Nunzio Corvaia: «I corridoi di lancio di recente attivati – ha detto Corvaia – hanno consentito l’accesso alla battigia mediante un percorso delimitato dalle boe. I bagnanti, a loro volta, hanno a disposizione altre aree. Questa soluzione è stata posta in essere d’intesa con la Capitaneria, con l’auspicio di dare una efficace risposta alle contestazioni. Si è anche trovata una soluzione sulla battigia dove potranno trovare ricovero le piccole imbarcazioni della marineria che ha sempre costituito il cuore della baia e di altri siti marini analoghi taorminesi. Adesso speriamo si riesca a far chiarezza quanto prima nell’interesse prioritario di Isolabella».
In ogni caso il Comune vuole seguire attivamente e da vicino l’ennesima querelle che riguarda Isolabella, dove comunque la necessità rimane quella di dare un ente gestore alla riserva naturale. La Regione continua a non decidere e allora il Comune sembra determinato a farsi avanti. Mauro Passalacqua ha ribadito che «Taormina non può essere relegata al ruolo di ospite in casa propria». Non è un mistero che Palazzo dei Giurati vorrebbe ottenere le chiavi dell’oasi naturale per affidare Isolabella all’impegno e le competenze di Radio Valle Alcantara, cioè il locale corpo di Protezione civile. "Rva" potrebbe occuparsi della vigilanza ambientale e della prevenzione di altri reati come ad esempio gli incendi. Compiti che vengono già da tempo ricoperti in maniera ottimale alla villa comunale.
È chiaro che Taormina non può più fare da spettatrice su Isolabella. Sino ad oggi Isolabella è terra di nessuno, e resta in primo piano l’indecoroso destino al quale è andato incontro lo storico boschetto che dominava la baia, alla sommità della riserva: una macchia verde che è stata disboscata a seguito di assai discutibili interventi privati in zona. 
 

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