Corretto l’operato di Poste italiane
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
NIENTE da fare per il Comune nella causa intentata davanti al Tar contro Poste Italiane Spa per la chiusura dell’Ufficio della frazione Piscopio, avvenuta nel 2015 su disposizione del direttore della filiale di Vibo. Decisione che aveva creato non pochi disagi per la popolazione, soprattutto anziana, della frazione contigua al capoluogo di provincia che, aveva imboccato la strada della magistratura amministrativa ritenendo tale soppressione illegittima.A supportare l’ente locale il Codacons, l’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori di Vibo Valentia, ed il Comitato civico “Insieme per Piscopio” mentre la società si è costituita in giudizio eccependo il difetto di giurisdizione, l’irricevibilità del ricorso e la sua inammissibilità.I giudici hanno preliminarmente respinto la richiesta di tutela cautelare per carenza di “fumus boni iuris”, rilevandosi profili di tardività della proposizione della domanda, dopo di che sono entrati nel merito della questione disattendendo l’eccezione di difetto di giurisdizione, in quanto le controversie sulla chiusura degli uffici postali o rimodulazione dei relativi orari sono riconducibili alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di pubblici servizi secondo giurisprudenza ormai consolidata, poiché tali decisioni determinano effetti di carattere generale su di un’intera opolazione locale, incidendo obblighi di servizio universale. Quanto al segnalato profilo di irricevibilità, è stato rilevato che l’avversata nota dell’1 luglio del 2015, limitata al solo differimento della data di chiusura, segue precedenti determinazioni di Poste Italiane del 5 e 24 febbraio dello stesso anno, tutte portate a conoscenza del resistente Comune e mai avversate, nelle quali era espressamente disposta la chiusura dell’Ufficio Postale di Piscopio. Pertanto, «la gravata nota è quindi da considerarsi quale atto meramente confermativo della determinazione di chiusura già assunta in precedenza da Poste Italiane». Da qui le conclusioni con la dichiarazione di irricevibilità del ricorso proposto dal Comune.
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