20 Dicembre 2021

Corretto l’operato di Poste italiane

NIENTE  da  fare  per  il  Comune  nella  causa  intentata  davanti  al  Tar  contro  Poste  Italiane  Spa  per  la  chiusura  dell’Ufficio  della  frazione  Piscopio,  avvenuta  nel  2015  su  disposizione  del  direttore  della  filiale  di  Vibo.  Decisione  che  aveva  creato  non  pochi  disagi  per  la  popolazione,  soprattutto  anziana,  della  frazione  contigua  al  capoluogo  di  provincia  che,  aveva  imboccato  la  strada  della  magistratura  amministrativa  ritenendo  tale  soppressione  illegittima.A  supportare  l’ente  locale  il  Codacons,  l’Associazione  per  la  difesa  l’orientamento  dei  consumatori  di  Vibo  Valentia,  ed  il  Comitato  civico  “Insieme  per  Piscopio”  mentre  la  società  si  è  costituita  in  giudizio  eccependo  il  difetto  di  giurisdizione,  l’irricevibilità  del  ricorso  la  sua  inammissibilità.I  giudici  hanno  preliminarmente  respinto  la  richiesta  di  tutela  cautelare  per  carenza  di  “fumus  boni  iuris”,  rilevandosi  profili  di  tardività  della  proposizione  della  domanda,  dopo  di  che  sono  entrati  nel  merito  della  questione  disattendendo  l’eccezione  di  difetto  di  giurisdizione,  in  quanto  le  controversie  sulla  chiusura  degli  uffici  postali  rimodulazione  dei  relativi  orari  sono  riconducibili  alla  giurisdizione  esclusiva  del  giudice  amministrativo  in  materia  di  pubblici  servizi  secondo  giurisprudenza  ormai  consolidata,  poiché  tali  decisioni  determinano  effetti  di  carattere  generale  su  di  un’intera opolazione  locale,  incidendo  obblighi  di  servizio  universale.  Quanto  al  segnalato  profilo  di  irricevibilità,  è  stato  rilevato  che  l’avversata  nota  dell’1  luglio  del  2015,  limitata  al  solo  differimento  della  data  di  chiusura,  segue  precedenti  determinazioni  di  Poste  Italiane  del  5  e  24  febbraio  dello  stesso  anno,  tutte  portate  a  conoscenza  del  resistente  Comune  e  mai  avversate,  nelle  quali  era  espressamente  disposta  la  chiusura  dell’Ufficio  Postale  di  Piscopio.  Pertanto,  «la  gravata  nota  è  quindi  da  considerarsi  quale  atto  meramente  confermativo  della  determinazione  di  chiusura  già  assunta  in  precedenza  da  Poste  Italiane».  Da  qui  le  conclusioni  con  la  dichiarazione  di  irricevibilità  del  ricorso  proposto  dal  Comune. 

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