“Corpi devastati come in un incidente stradale“
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fonte:
- la Repubblica
“Corpi devastati come in un incidente stradale“
TRENTO – Due strisce di sangue, lunghe più di 40 metri, segnano la neve sotto al sole del primo mattino. Una collana di grosse gocce rosse, scure, corrono quasi parallele dal punto del tragico impatto tra i due sciatori, sull`ampia pista deserta, perfettamente innevata, fuori dal bosco, del passo del Tonale, giù fino ai due corpi senza vita. Poco distanti gli elicotteri del soccorso. Dal secondo, arrivato dopo quello che portava i medici, scende sconvolto Maurizio Dellantonio, presidente del Soccorso alpino trentino: “Non ho mai visto in vita mia una scena del genere. E faccio questo mestiere da trent`anni. I corpi devastati da un impatto violentissimo, come in un incidente stradale. Come sia potuto accadere non lo so. Sembra impossibile. Come lo scontro tra due auto nel deserto. Eppure è accaduto. Le condizioni erano ideali: pista libera, tempo bello, visibilità ottima, neve eccellente… Chissà, forse proprio per questo la voglia di esagerare con la velocità deve avere prevalso…“. Lo scontro che ha ucciso due sciatori ieri mattina, sulla pista Alpe Alta del passo del Tonale, al confine tra Lombardia e Trentino, scatena inevitabilmente i commenti, le ipotesi, le interpretazioni degli esperti di montagna e di chi lavora da anni con lo sci. Franz Perathoner, direttore di Dolomiti Superski, il grande consorzio che gestisce gli impianti dell`est delle Dolomiti, legge l`incidente ricordando il “grande pericolo delle piste vuote“, che paragona all`effetto che agli automobilisti percorrono le strade deserte delle città nel cuore della notte, quando l`assenza di traffico invita a spingere sull`acceleratore. E mette mano alle statistiche: “Da una ricerca condotta recentemente dall`Università di Salisburgo risulta che i più gravi incidenti sulle piste di sci si verificano, puntualmente, proprio quando le piste sono deserte. Non quando c`è affollamento che costringe alla prudenza e a velocità più controllate. La pista vuota, invece, può scatenare una pericolosa eccitazione“. Ma il Codacons, l`associazione dei consumatori, non ama parlare di fatalità e denuncia come “sia stata dimenticata la legge sulla sicurezza degli sport invernali del 2003. Svariati sono gli articoli violati. A cominciare dall`articolo5 che prevede il finanziamento di campagne informative a cadenza annuale, volte a promuovere la sicurezza nell`esercizio degli sport invernali“. Anche Alberto Pedrotti, presidente provinciale trentino della sezione impianti a fune dell`Anef, l`Associazione nazionale degli esercenti, per 13 anni maestro di sci, si interroga su cosa possa essere successo ieri sulla pista dell`Alpe Alta: “I due sciatori erano alla loro prima discesa del mattino. Quindi senza nessun problema di affaticamento fisico o psichico. Anzi, proprio perché era la prima discesa mi viene da pensare, casomai, a muscoli ancora troppo freddi per andare veloci. E oggi le piste sono decisamente più veloci di una volta, anche perché sono tenute molto meglio. Un tempo venivano battute solo dopo le nevicate. Oggi vengono battute tutti i giorni“.
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