4 Marzo 2020

Coronavirus, scuole chiuse in tutta Italia fino a metà marzo Il codacons: «Per le famiglie enormi conseguenze»

La decisione sarà «formalizzata nelle prossime ore», spiega la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Il codacons: «Per le famiglie enormi conseguenze»
di Monica Guerzoni, Valentina Santarpia È una misura molto drastica, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ne è consapevole. Ma la decisione anticipata dal Corriere, di chiudere tutte le scuole d’Italia e le università a partire da domani, giovedì 5 marzo, fino a metà marzo è stata presa. L’annuncio ufficiale arriverà dopo l’ultimo via libera del comitato scientifico. Ovviamente il tema è il rallentamento del contagio anche al Sud del Paese, dove i casi finora riscontrati sono minori che al Nord, per rafforzare le terapie intensive aumentando i posti. Per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna si tratta della terza settimana di chiusura delle scuole.

Anche se la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina è cauta- «la decisione va formalizzata»- adesso la didattica a distanza, che il Miur aveva rilanciato con una task force e un sito dedicati, diventerà fondamentale per non interrompere la continuità didattica. Le scuole che finora non si erano attrezzate possono affidarsi anche a Ilaria Capua, che ha lanciato un progetto per sostenere gli istituti nell’adeguamento tecnologico ma anche per informare tutti sugli sviluppi e le caratteristiche dell’epidemia.

Fontana: «Nostra linea corretta»

«Finalmente da Roma a Milano tutti hanno preso consapevolezza di quella che è realmente la situazione. Le notizie secondo cui il Consiglio dei Ministri ha deciso di chiudere le scuole fino a metà marzo confermano che la linea assunta da subito dalla Regione Lombardia era quella corretta, l’unica per fronteggiare davvero il diffondersi del virus. Ora più che mai bisogna remare tutti nella stessa direzione, senza polemiche per tutelare la salute dei cittadini», ha commentato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Scelta giusta, quella del governo? «Siamo di fronte a un’epidemia contagiosa e pericolosa – sottolinea il virologo Roberto Burioni – che potrebbe mandare in crisi il sistema sanitario nazionale. Per questo bisogna assolutamente fare di tutto per contenerla. Mi sorprende che qualcuno ancora discuta su `se´ chiudere le scuole quando dovremmo già pensare a `come´ chiuderle».

I disagi per le famiglie

E ora all’attenzione generale si pone il problema di come gestire, temporalmente, economicamente e praticamente, gli studenti. «Urgente stanziare aiuti economici per i genitori che lavorano e che con le scuole chiuse hanno problemi con i figli a casa», dice il segretario della Lega Matteo Salvini. «O si lavora ad una misura tipo congedo parentale eccezionale, che secondo me è la soluzione migliore, oppure si studia una misura per dare alle famiglie un rimborso economico per un aiuto, ad esempio con le baby sitter», propone Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia. E il Codacons chiede al governo «di varare subito misure a sostegno delle famiglie con figli, come sgravi fiscali e la sospensione degli obblighi contributivi per chi sarà costretto a ricorrere a baby sitter durante il periodo di chiusura delle scuole».

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