14 Dicembre 2020

Coronavirus, possibile lockdown per Natale

 

Mancano dieci giorni a Natale e le strade, soprattutto nel weekend, sono tornate a popolarsi un po’ per gli acquisti da mettere sotto l’albero e un po’ per la voglia di libertà dopo settimane di restrizioni. Le immagini delle vie dello shopping piene di gente, anche a Palermo, preoccupano però esperti e governanti perchè c’è il timore che possano essere il preludio di un nuovo picco di contagi. A Roma Conte ha convocato i capi delegazione delle forze di maggioranza, alcuni membri del Cts e alcuni ministri per decidere su una possibile nuova stretta in vista delle festività natalizie. A Palermo il presidente della Regione Nello Musumeci parla di immagini “disarmanti, come se la gente sia convinta che tutto sia passato”.

L’esecutivo Conte sembra intenzionato a varare una nuova stretta e si parla sempre più insistentemente di un lockdown. Almeno nel periodo clou delle feste di Natale. Un nuovo giro di vite “è inevitabile, su questo siamo tutti d’accordo”, avrebbe detto all’Adnkronos uno dei presenti al vertice. Secondo l’agenzia Dire il governo avrebbe accolto senza eccezioni le misure chieste a gran voce dal Cts. Nel corso del confronto sono stati valutati tre scenari: portare l’Italia in zona rossa o arancione per otto giorni dal 24 dicembre al primo gennaio; oppure nei giorni festivi e prefestivi (24-27 dicembre, 31 dicembre – 2 gennaio e dal 5 al 7 gennaio); la terza ipotesi vede rigide regole dal 24 dicembre al 7 gennaio.
L’Italia verso la zona rossa a Natale 2020: come sarà il nuovo lockdown
Musumeci: “Immagini disarmanti”

Il presidente della Regione, intervistato da Rainews 24, ha definito “disarmanti” le immagini delle strade affollate per lo shopping. “E’ come se la gente sia convinta che tutto sia passato. Abbiamo consentito, e il governo nazionale ha consentito, che la Sicilia diventasse gialla ma se vediamo migliaia di persone in giro, mi chiedo: possiamo fidarci del senso di responsabilità collettiva? – ha aggiunto – Voglio sperare di sì, voglio sperare che la gente si renda conto che a pochi passi dai luoghi dello shopping ci sono centinaia di persone che non possono respirare. Il contagio si prende non in ospedale ma nelle vie del passeggio”.
Strade a “numero chiuso”

Mentre il Governo è chiamato a decidere se e come agire nei giorni di Natale, il Codacons Sicilia chiede di “istituire il ‘numero chiuso’ nelle vie dello shopping delle principali città siciliane”.

“Ieri migliaia di cittadini si sono riversati nelle strade dello shopping delle principali città siciliane per le compere di Natale, dando vita a code davanti ai negozi e pericolosi assembramenti – dice l’associazione dei consumatori – . Le immagini circolate nell’ultimo weekend mostrano la generalizzata violazione degli obblighi sul distanziamento e la presenza di molte persone che circolavano senza mascherina o con le mascherine abbassate. Una situazione di evidente pericolo sul fronte della salute pubblica che i Comuni avrebbero dovuto prevenire ed evitare”. Da qui la richiesta ai prefetti delle principali città siciliane di intervenire per istituire nei weekend “il numero chiuso nelle principali strade dello shopping, limitando l’accesso al pubblico in base alla capienza e alle dimensioni delle vie e intensificando controlli e multe nei confronti dei trasgressori”. In caso contrario il Codacons si dice pronto a denunciare i sindaci per concorso in epidemia colposa e reati contro la salute pubblica”.

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