27 Febbraio 2020

Coronavirus, nuovo tonfo per il prezzo del Petrolio: sta calando a picco

 

Tonfo del petrolio a New York, dove le quotazioni perdono il 5% a 46,38 dollari al barile affondate dai timori sul coronavirus su cui alcune istituzioni private già pronosticano un 2020 potrebbe rivelarsi l’ anno peggiore della crisi del 2008. Il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord perde 2,13 dollari rispetto alla chiusura di ieri, un meno 4% a 51,30 dollari. Il West Texas Intermediate cala di 2,35 dollari, pari a quasi il meno 5% a 46,38 dollari. “Dopo le speculazioni da coronavirus sui prezzi di mascherine e gel igienizzanti denunciate dal Codacons e che hanno portato la magistratura ad avviare indagini in tutta Italia, si profilano manovre speculative anche sul fronte dei carburanti”. Lo scrive in una nota il Codacons, pronto a denunciare i petrolieri alle Procure della Repubblica. “La crisi determinata dal coronavirus ha portato ad un crollo delle quotazioni del petrolio, con il barile che anche oggi ha registrato sensibili cali e oramai viaggia abbondantemente al di sotto dei 50 dollari”, spiega il presidente Carlo Rienzi. “Nonostante le quotazioni del greggio siano in picchiata – aggiunge -, presso i distributori di carburanti i prezzi di benzina e gasolio rimangono anche oggi stabili, e non stanno risentendo minimamente dell’ andamento del petrolio”. Per Rienzi “siamo in presenza di un film già visto: crolla il petrolio, ma alla pompa i listini dei carburanti rimangono immotivatamente alti, nonostante ci sia ampio margine di discesa. Per tale motivo se i listini di benzina e gasolio non saranno adeguati al più presto alle quotazioni del petrolio, sarà inevitabile una denuncia del Codacons contro i petrolieri per manovre speculative e aggiotaggio”.

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