26 Gennaio 2021

Coronavirus, Lazio in zona arancione. Feste in hotel e aperitivi fuorilegge è boom di delazioni

di Salvatore Giuffrida Tu chiamale se vuoi, delazioni. O, se si preferisce un modo più edulcorato, segnalazioni: in fondo anche il virus e il rispetto delle misure anticovid è una questione di punti di vista che sta cambiando le abitudini dei romani. Che hanno preso gusto a segnalare in modo anonimo alle forze dell’ordine se si accorgono di comportamenti o gesti in atto che violano le norme anticovid imposte dal governo: e dunque a rigor di legge possono mettere a rischio la salute della collettività. Il fenomeno a Roma è scoppiato subito prima di Natale e continua in questi giorni di lockdown (morbido), chiusure di ristoranti e coprifuoco: sono centinaia le segnalazioni anonime che arrivano ogni settimana ai centralini di associazioni e forze dell’ordine su assembramenti in corso, locali aperti fuori orario, mascherine gettate per terra, feste in casa: lo dicono associazioni come il Codacons e anche le forze dell’ordine come la polizia locale di Roma Capitale.

Basta una chiamata e denunciare il comportamento sospetto: gli agenti devono recarsi sul posto immediatamente, anche bussando alla porta di una casa privata. Non è un fatto scontato in Italia, dove la segnalazione anonima fa spesso rima con delazione e fare la spia al contrario di altri paesi come la Germania, dove è considerato un gesto di educazione civica. E dunque tra i romani è scoppiato un improvviso senso morale e di interesse collettivo? O è semplice paura per un virus ancora sconosciuto? Di certo le segnalazioni anonime stanno portando a un aumento di multe, denunce e locali chiusi.

Il 17 gennaio arriva una telefonata agli agenti della polizia locale di Roma Capitale: una famiglia sente rumori sospetti da un hotel. Siamo in pieno centro storico. Gli agenti prendono nota dell’indirizzo e vanno subito a vedere cosa succede. Sembra tutto normale poi però salgono all’ultimo piano e trovano la sorpresa: nella terrazza, un locale di appena 20 metri quadrati chiuso su tutti i lati, c’erano almeno 8 persone che facevano attività di palestra e fitness, naturalmente senza distanziamento e senza mascherina. Segnalazione giusta, via alle denunce e sanzioni per oltre 400 euro.

Il giorno dopo è lunedì, 18 gennaio. Questa volta la segnalazione arriva dalla Magliana. È ancora giorno, pieno pomeriggio: alcuni residenti si accorgono che una tavola calda è aperta e dall’interno provengono risate e musica come se ci fosse una festa in corso. Chiamano la polizia per sospetta attività anticovid in corso e gli agenti arrivano in pochi minuti: e la festa c’era. La tavola calda era chiusa solo in apparenza ma in realtà al suo interno almeno 13 persone di nazionalità bengalese stavano festeggiando un matrimonio clandestino con tanto di musica, balli, brindisi, senza mascherina e senza alcun rispetto delle norme anticovid. Di esempi del genere ce ne sono centinaia.

Al Codacons arrivano segnalazioni anonime su locali aperti, mancata raccolta dei rifiuti che potrebbero essere contagiosi, e soprattutto in questi giorni postfestivi arrivano segnalazioni su assembramenti troppo forti negli autobus e sulle metro. Vien da chiedersi il motivo di questo boom di delazioni o, segnalazioni. Secondo Carlo Rienzi presidente di Codacons il motivo è netto: “Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto centinaia di segnalazioni dei cittadini romani legate al Covid: il ruolo dei cittadini nel denunciare situazioni di potenziale pericolo è fondamentale, perché sopperisce alle carenze dell’amministrazione e delle forze dell’ordine e ci consente di presentare denunce alle competenti autorità, portando poi ad indagini e a sanzioni verso i responsabili di illeciti”.

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