15 Aprile 2020

Coronavirus, inchieste su Trivulzio e altre Rsa: Finanza in Regione Lombardia

 

Milano, 15 aprile 2020 – Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Milano sta effettuando delle acquisizioni di documenti negli uffici della Regione Lombardia nell’inchiesta in più filoni che vede al centro il Pio Albergo Trivulzio e altre Rsa milanesi per la gestione di ospiti anziani e pazienti nell’emergenza Coronavirus. L’inchiesta avviata dal pool guidato dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, coi pm Mauro Clerici e Francesco De Tommasi, sta analizzando circa 180 decessi avvenuti nell’ultimo periodo per capire quanti possano essere collegati all’infezione da coronavirus e se vi siano state eventuali negligenze. Le ipotesi di reato sono quelle di omicidio colposo ed epidemia colposa. L’attività è diretta conseguenza di quella effettuata ieri al Trivulzio e poi le carte raccolte dovranno essere sottoposte alle verifiche incrociate degli investigatori.

In merito alla notizia, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commentato: “‘Siamo impegnati a combattere il virus e a proteggere i lombardi, massima collaborazione verso chi svolge le indagini” .
Gdf per 17 ore al Trivulzio

E’ andata avanti fino all’una e mezza della scorsa notte l’attività della Gdf di Milano negli uffici del Pio Albergo Trivulzio per acquisire e sequestrare documenti, tra cui centinaia di cartelle cliniche, sulla base di un decreto a carico del dg Giuseppe Calicchio e dell’ente, firmato dai pm Mauro Clerici e Francesco De Tommasi, che indagano sulla gestione di ospiti anziani e pazienti e su presunte irregolarità che avrebbero favorito il contagio da Coronavirus. I finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria hanno, dunque, lavorato ieri per quasi 17 ore per acquisire materiale utile. In particolare, su quei “nuovi arrivi” di pazienti al Trivulzio (una ventina), quando era già scoppiata l’epidemia, anche se ufficialmente la struttura non avrebbe ricoverato malati Covid. Una delibera regionale dell’8 marzo, però, ha dato la possibilità alle Rsa di accoglierli. E proprio i “rapporti” tra Trivulzio e Regione saranno approfonditi e oggetto delle verifiche incrociate sulle carte e sul materiale informatico acquisito: il Pat, infatti, ha fatto da centro di ‘smistamento’ verso altre strutture dei malati di Coronavirus ‘a bassa intensità’, che venivano dimessi da ospedali in difficoltà. Una “commistione” che potrebbe aver creato dei focolai, anche se la Regione diede l’indicazione di usare reparti separati rispetto alle residenze per gli anziani. Al Pat è stata anche sequestrata la documentazione sui tamponi (pochissimi quelli effettuati nelle Rsa su anziani e operatori) e poi le disposizioni interne sull’uso delle mascherine, ma agli atti sono finiti anche carteggi ed email su disposizioni interne e regionali. Il dg, difeso dal legale Vinicio Nardo, ha spiegato, di fronte agli ispettori del Ministero della Salute nei giorni scorsi, di aver seguito protocolli e delibere, sia interne che regionali.
Altre Rsa nel mirino

Le perquisizioni e le acquisizioni di documenti in corso a Milano sul fronte delle Rsa riguardano anche altre strutture, oltre al Pio Albergo Trivulzio. Per ora la squadra di polizia giudiziaria, guidata da Maurizio Ghezzi, del dipartimento coordinato dall’aggiunto Tiziana Siciliano è entrata anche negli uffici della Sacra Famiglia di Cesano Boscone e in una residenza a Settimo Milanese. Per il caso del Don Gnocchi (l’istituto ha parlato di “infondatezza delle accuse”) ci sono già 4 indagati (il numero di morti è simile a quello del Pat). Iscritti anche i vertici della Sacra Famiglia e presto anche quelli delle altre Rsa, tra cui quelle nei quartieri milanesi di Affori, Corvetto e Lambrate. Inchieste stanno inteessando anche Cremona, Sondrio e Brescia. In quest’ultima provincia in particolare, una delle piu’ colpite dal coronavirus, i Nas hanno stanno requisendo documenti che riguardano le 86 rsa e le 8 rsd (residenze per disabili) della zona. L’interessamento della procura e’ scattato dopo la presentazione di numerosi esposti da parte dalle famiglie di alcuni anziani deceduti nell’ultimo mese. A Bergamo invece l’inchiesta sulle case di riposo ha interessato gia’ 15 strutture che sono state “visitate” dai Nas nelle scorse ore.
Pd: “Serve Commissione d’inchiesta”

Il Partito Democratico, insieme a tutte le opposizioni nel Consiglio regionale della Lombardia, ha chiesto oggi la costituzione di una Commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid19 “perché non solo non abbiamo capito quale sia la linea di Regione Lombardia per il contesto alla pandemia, ma nemmeno quali azioni future pensa di adottare per la fase 2. Mentre le altre regioni si stanno attrezzando per individuare linee guide per la ripartenza di cittadini e imprese, qui pare si brancoli nel buio”. Lo ha scritto in una nota il segretario del Pd lombardo, Vinicio Peluffo. “Dopo un mese e mezzo dal paziente 1 non esiste modus operandi chiaro per i lombardi. I contagi non calano, ma non si capisce chi siano i nuovi positivi. Dove si sono ammalati? Tra le mura domestiche o nelle Rsa? Magari negli ospedali? Perché non si mappano i contagi? Sono domande che avrebbero bisogno di risposte. Perché sapere per esempio che se a Milano, a Bergamo, Brescia o Cremona il virus si diffonde, ma è circoscritto a determinati ambiti, la popolazione sarebbe incoraggiata anche psicologicamente. L’incertezza sta facendo danni” ha aggiunto. Da settimane alla richiesta di una cabina di regia con tutte le istituzioni coinvolte abbiamo ottenuto solo polemiche e contro polemiche, una volta per le mascherine, un’altra per le ordinanze. E invece, come andiamo ripetendo da giorni, ai lombardi non serve questo tasso di litigiosità. Serve collaborazione per uscire dall’emergenza sanitaria. Cerchiamo di lasciare la compagna elettorale a tempi più normali. Oggi serve responsabilità da parte di tutti”.
Esposto Codacons: “Strage voluta”

Il Codacons ha presentato un esposto alle Procure di Milano e Bergamo sul caso dei decessi registrati presso le Rsa della Lombardia per chiedere di estendere le indagini e di procedere per il reato di epidemia e omicidio plurimo doloso con dolo eventuale. “Quanto accaduto nelle case di riposo non puo’ ritenersi una epidemia casuale, ma e’ una vera e propria strage – ha affermato l’associazione -. Anziani, persone invalide, non autosufficienti, i piu’ fragili tra i fragili che avrebbero dovuto essere al sicuro, sono venute a contatto col virus che, in molti casi, ha aggravato le loro condizioni conducendoli alla morte, con i luoghi di assistenza che si sono trasformati in pericolosissimifocolai di morte certa” ha proseguito il Codacons. Per questo motico il Codacons ha chiesto “di arrestare e perseguire penalmente i responsabili dei contagi e dei decessi avvenuti nelle Rsa”.
18mila firme in 24 ore per commissariare la sanità lombarda

Oltre 18mila firme in 24 ore per la petizione on line promossa da Milano2030, coordinamento della sinistra milanese, per chiedere il commissariamento della sanità lombarda. “Un grido si e’ levato dai cittadini e dalle cittadine che di fronte al disastro che si e’ consumato in queste settimane ora vogliono un cambio deciso di passo. A tutte e tutti coloro che in questi tempi difficili hanno deciso di mobilitarsi, con i mezzi che questa quarantena ci consente va il nostro grazie. Ora andiamo avanti con ancora piu’ determinazione per evitare altre decisioni scellerate che sono costate migliaia di vite”, sostiene il comitato in una nota. “L’inadeguatezza delle risposte date dalla Regione Lombardia, che ha spacciato come eccellenza un sistema basato sullo smantellamento della Sanita’ pubblica a vantaggio di quella privata, configurano quel pericolo grave che giustifica la nomina di un commissario ad acta. Siamo alla vigilia di una ripresa della attivita’, non possiamo permetterci altri errori”, aggiungono gli organizzatori. “Andra’ tutto bene se tutto non sara’ come prima. Soprattutto in Lombardia”, e’ la conclusione dell’appello a firmare la petizione.
Salvini: “Inaccettabile aggressione ai cittadini lombardi”

“Mamma mia, è emergenza in corso con centinaia di bare e c’è qualcuno che vuole commissariare la Lombardia? E’ veramente triste….”, Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini intervistato a Radio anch’io su Rai Radio uno. “Qualcosa che non ha funzionato? Di solito si parte dall’alto, non dal basso. E’ strano partire da Codogno, Alzano Lombardo… Problemi nelle Rsa ci sono in tutta Italia, purtroppo… Ci sono 500 morti al giorno e invece che medici vengono mandati ispettori e magistrati? Perchè non si è chiuso quella parte di Bergamo e Brescia quando lo chiedevano i sindaci? Ci sarà tempo, chi dovrà chiarire, chiarirà. C’è un’aggressione verso i cittadini lombardi inaccettabile”.

© Riproduzione riservata

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox