16 Aprile 2020

Coronavirus in Toscana, le ultime notizie

 

Sono complessivamente 7.943 i casi di positività al Coronavirus riscontrati nella nostra regione, 277 in più rispetto a ieri. I decessi sono 29 in tutto, 16 uomini e 12 donne. L’ età media è di quasi 85 anni e tutti hanno evidenziato la presenza di patologie pregresse. Relativamente alla provincia di notifica del decesso, 7 le persone decedute della provincia di Firenze, 2 di Prato, 1 di Pistoia, 8 di Massa, 4 di Lucca, 3 di Pisa, 2 di Livorno, 2 di Arezzo. Due i dati anche oggi assolutamente positivi rispetto al diffondersi dell’ epidemia: il calo dei ricoveri e l’ aumento delle guarigioni. Si riducono ancora le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid, che oggi sono complessivamente 1.153 (40 in meno di ieri), di cui 213 in terapia intensiva (- 3 rispetto a ieri). Salgono ancora le guarigioni, che raggiungono quota 745 (52 in più rispetto a ieri): 321 sono soggetti “clinicamente guariti”, divenuti cioè asintomatici dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’ infezione, mentre 424 quelli dichiarati guariti a tutti gli effetti perché risultati negativi in due test consecutivi. Screening di massa, si parte da lunedì Ci vorranno almeno tre settimane per lo screening di massa su 250.000 lavoratori dei servizi essenziali, di tutte quelle attività che sono sempre rimaste aperte, dai supermarket ai servizi pubblici ma anche banche, poste, servizi di consegna e giornalisti. La Regione ha coinvolto i 61 laboratori privati che hanno dato la loro disponibilità per eseguire i test sierologici sul coronavirus: i cittadini non pagheranno nulla, ma la Regione rimborserà i privati per il servizio. La scaletta del maxi piano è pronta: oggi sarà siglata la convenzione tra Regione e istituti privati che effettueranno i test, domani la Regione invierà ai 61 istituti convenzioni i 250.000 kit per i test sierologici rapidi, lunedì si partirà con lo screening di massa. Ulteriori dettagli organizzativi saranno resi noti a breve, compresi quelli sulla la campagna di comunicazione e informazione, sulla convenzione con gli istituti privati che regolerà tutta la gigantesca operazione, compreso il passaggio dei dati alla Regione grazie all’ uso di una specifica App, così da centralizzarli e poter fare uno studio epidemiologico sulla diffusione del virus nelle diverse categorie di addetti. Si parte la prossima settimana, ma come? Come detto sarà il sistema sanitario regionale che fornirà ai privati i test che saranno gratuiti per i lavoratori e ognuno potrà scegliere a quale istituto rivolgersi nella sua zona, partendo appunto dalla lista che la Regione renderà nota. Saranno gli istituti a fissare l’ appuntamento per il test. In realtà dato che la maggior parte delle aziende comprese nella lista dei servizi ed attività essenziali sono medie e grandi e sono seguite da un medico aziendale e sarà in molti casi il medico stesso che contatterà i privati ed i dipendenti e fisserà il test e la sua modalità, inserendo poi i dati nella App, come devono fare anche gli addetti degli istituti privati una volta eseguito il test ed avuto il risultato. Il principio è che lo screening è utile per le persone più esposte al contagio di altre e quindi sono state identificate come categorie i lavoratori della piccola e grande distribuzione alimentare, delle aziende di raccolta dei rifiuti, dei dipendenti pubblici che hanno contatto con l’ utenza, degli operatori degli uffici postali, bancari, operatori di servizi a domicilio, riders, personale che si occupa di consegne a domicilio, giornalisti, edicolanti, addetti del trasporto pubblico, delle pompe funebri, i tassisti e gli Ncc, chi lavora nella logistica, il personale dei consolati e quello portuale. Per alcune di queste categorie, come gli edicolanti o i riders sarà più difficile verificare che abbiano diritto al test – gli istituti privati non potranno per il momento fare i test ai cittadini che lo chiederanno se questi non rientrano nelle categorie indicate dalla Regione – e si sta studiando come fare per le verifiche. La Regione ha fissato il traguardo di 10.000 test al giorno, calcolato sulla base della disponibilità espressa dai 61 privati in risposta al bando Estar, e quindi serviranno appunto più di tre settimane per completare la mappatura. Se il test sierologico dà esito positivo verrà poi eseguito il tampone faringeo, se sarà positivo anche il tampone la persona verrà messa in isolamento i ogni caso, e se necessario curata. Alle categorie la Regione ha aggiunto la polizia comunale e provinciale e gli addetti del distretto della carta della Lucchesia che hanno prodotto in quanto inseriti dal decreto di marzo del Governo nelle categorie essenziali. Sarà la App di cui ha dato notizia ieri il Corriere Fiorentino a raccogliere le informazioni necessarie allo studio di sieroprevalenza che la Regione sta conducendo sul territorio toscano, App che sarà utilizzata dagli operatori pubblici e privati. Lo strumento consente già di inserire informazioni anamnestiche da eventuale contatto Covid-19, sul luogo di lavoro e sul ruolo ricoperto dalla persone testate e si chiama #acasainsalute. Rsa commissariate Sono 39 le Rsa nell’ Asl Toscana Centro nelle quali «l’ azienda sanitaria è subentrata nella gestione clinica e organizzativa» dopo che sono emersi focolai di coronavirus. Lo ha detto ieri il direttore generale Paolo Morello. Di fatto, si tratta di commissariamenti, pur fatti in accordo con i gestori delle strutture. L’ Asl, oltre a inviare geriatri che controllano con cadenza quotidiana lo stato di salute degli ospiti, ha fornito infermieri e oss alle Rsa rimaste a corto di personale perché a sua volta contagiato. E ha fornito dispositivi di protezione. In un caso, quello della Rsa di Comeana, ha aggiunto Morello, «l’ azienda sanitaria è intervenuta prendendo in gestione in toto la struttura», in cui sono morti 5 anziani. Su quest’ ultimo caso, Codacons ha inviato un esposto alla Procura di Prato, che già aveva aperto un fascicolo esplorativo sulla vicenda nei giorni scorsi, per chiedere di procedere per il reato di omicidio plurimo doloso con dolo eventuale. All’ interno della Rsa c’ erano 18 pazienti: oltre alle 5 vittime Covid accertate, altri due ospiti sono deceduti per cause apparentemente diverse. Proprio per questo motivo gli inquirenti potrebbero decidere – una volta avviata una vera e propria inchiesta – di stabilire se anche loro siano stati uccisi dal virus o se la loro morte sia dovuta a un quadro clinico ormai compromesso. Nei giorni scorsi in quattro degenti sono stati trasferiti in ospedale perché le loro condizioni peggioravano. Un esposto anche a Bucine, nel Valdarno Aretino, nella cui Rsa ci sono già state 10 vittime. La presidente del comitato dei familiari della Rsa, Valentina Patrocchi, ha dato mandato a un legale perché lo presenti alla Procura di Arezzo, con l’ obiettivo di fare «chiarezza» sulla vicenda. Da parte sua, il dg dell’ Asl Sud Est Antonio D’ Urso ha chiesto alla sindaca di Montevarchi, Silvia Chiassai, di commissariare la Rsa locale, dove ieri sono emersi sette nuovi casi positivi. Un nuovo focolaio, con 3 positivi, anche alla Rsa Fossombroni di Arezzo, la cui presidente, Paola Petruccioli, polemizza con la Regione per i ritardi sui tamponi, arrivati otto giorni dopo la richiesta. In tutta l’ Asl Sud Est, sono 14 le Rsa che hanno registrato contagi, con 169 contagiati tra ospiti e operatori e con 21 decessi. Fronte Asl Nord Ovest, le cifre sulle Rsa aggiornate a ieri sono parlano di 302 ospiti e 109 operatori contagiati, oltre a 63 decessi. In una casa di riposo di Gambassi Terme, dove 32 anziani su 35 hanno contratto il coronavirus, si contano al momento 2 decessi e 3 persone ricoverate in ospedale a Empoli: 5 ospiti degli 11 ancora all’ interno della casa sono stati trasferiti a Certaldo. Firenze, obbligo di mascherine dal 20 aprile «Abbiamo deciso di far scattare l’ obbligo» di indossare le mascherine «da lunedì 20 aprile. E preciso che le mascherine non sono un lasciapassare per uscire». Lo ha detto il vicesindaco del Comune di Firenze Cristina Giachi in consiglio comunale in videoconferenza. «Invito – ha affermato – chi esce da casa per necessità a indossare sempre» questi dispositivi di protezione «quando si trova vicino ad altre persone. In queste ore stiamo ultimando la consegna delle mascherine a casa per i residenti, circa 178.000 famiglie le hanno già ricevute, mancano 10mila famiglie. Da oggi le distribuiremo anche a quei residenti che non sono stati raggiunti e quanti sono domiciliati a Firenze ma non residenti 16 aprile 2020 | 10:38.
giulio gori

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