29 Marzo 2020

Coronavirus, Fedez-Codacons. Sottosegretario Sibilia: «Questione riferita alla polizia»

 

Interviene il sottosegretario Sibilia nello scontro tra Fedez e il Codacons sulle donazioni legate all’emergenza coronavirus. E della faccenda, ora, si è interessata la polizia. “Grazie di questa vostra segnalazione. La questione è stata riferita alla Polizia di Stato che sta realizzando gli approfondimenti del caso. Ancora grazie, queste cose non dovrebbero mai accadere, men che meno in questo periodo”, scrive il Sottosegretario del ministero dell’Interno.

Aveva scritto Fedez su Instagram a proposito del Codacons: «Sul loro sito ufficiale c’è una campagna per supportare il Codacons contro il Coronavirus. Ma se ci vado a cliccare sopra scopro che hanno fatto un banner sul Coronavirus dove in realtà la donazione va al Codacons, che non si occupa di Coronavirus». Poco dopo lo stesso Codacons aveva smentito le accuse.

«Sfruttamento della tragica pandemia in atto per orientare i consumatori ad effettuare donazioni sulla piattaforma che, promossa come gratuita, prevede costi e commissioni preimpostate». Questo uno dei passaggi fondamentali della pronuncia dell’Antitrust sulla piattaforma GoFundMe, usata tra gli altri anche da Fedez per le loro raccolte fondi, resa nota oggi dal Codacons. Nel suo intervento d’urgenza, l’Autorità impone lo stop a commissioni e costi «occulti», sottolineando come tali campagne realizzino lo «sfruttamento» «nel coinvolgimento della generalità dei consumatori in ragione della ampia disponibilità e partecipazione ad effettuare donazioni per le iniziative di solidarietà e di supporto per il contenimento del Covid-19 e la cura dei malati». Di fronte alle conclusioni dell’Antitrust, «le commissioni e i costi occulti pagati dai cittadini per le raccolte fondi avviate da Fedez e per tutte le altre campagne avviate sul sito GoFundMe (che grazie all’intervento dell’associazione ha correttamente eliminato i costi nascosti), dovranno necessariamente essere restituiti ai donatori in automatico e senza bisogno di richiesta scritta – afferma il Codacons – In caso contrario scatterà una denuncia in Procura per truffa e appropriazione indebita».

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