23 Ottobre 2020

Coronavirus e prezzi, i consumatori analizzano i consumi: aumentano costi di pane e ortofrutta

 

Costa di più acquistare il pane e molto di più, quasi il doppio, comperare un chilo di zucchine. E’ invece diventato più economico andare a tagliarsi i capelli. Soprattutto per gli uomini.
L’indagine sui consumi

Codacons ha esaminato l’andamento dei consumi della Capitale. Attraverso una propria indagine, ha messo a confronto prezzi e tariffe che erano in vigore a Roma nell’ ottobre 2019 con i listini di questi giorni. La conclusione è che la pandemia indice sui prezzi che, nei beni di prima necessità, sono aumentati. Le famiglie romane, per acquistare i prodotti alimentari, spendono infatti quasi il 3% in più dell’anno scorso.
Il rincaro nel settore alimentare

Costa di più il pane (+7,4%), il prosciutto (+8%) e la carne di pollo o di maiale – ha spiegato il Codacons – mentre per l’ortofrutta i rincari più pesanti si registrano per le zucchine (+46%), le cipolle (+30%), i cetrioli (+14%). Il risultato è che per acquistare a Roma l’intero paniere alimentare composto da 25 voci si spendono oggi in totale 184,23 euro, contro i 179,26 euro dell’ottobre 2019.
Tintoria e barbiere

Il Coronavirus però influenza anche altri settori. Il comparto dei servizi, infatti, ne risente negativamente visto che i listini, in quel caso, subiscono una flessione media del -1,87% rispetto al 2019. Costa in media il -10% portare un abito in tintoria, e scende il costo di una otturazione dal dentista (-6,2%). Leggermente più cara la tazzina di caffè al bar (+2,2%) ma si risparmia sul parrucchiere ed ancor di più sul barbiere. Per targliarsi i capelli, gli uomini, spendono infatti un 2,7% in meno.
Le conclusioni

“L’andamento dei prezzi è determinato dal crollo del turismo a Roma e dalla contrazione dei consumi delle famiglie residenti causati dal Covid 19 – spiega il presidente Carlo Rienzi – A subire rincari sono infatti quei prodotti, come alimentari e ortofrutta, di cui i consumatori non possono fare a meno, mentre i listini scendono in quei comparti che, a causa dell’assenza di turisti e della stretta agli acquisti delle famiglie, hanno visto una contrazione del giro d’affari”.

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