26 Febbraio 2020

Coronavirus, è caos viaggi. I Consumatori chiedono l’intervento delle istituzioni

 

Coronavirus, ed è subito caos viaggi. Il sito viaggiaresicuri.it sta aggiornando di continuo le misure precauzionali che diversi paesi nel mondo stanno mettendo in azione nei confronti di chi viaggia dall’Italia. Si veda ad esempio l’India. Le autorità indiane «hanno annunciato che i passeggeri in arrivo dall’Italia o che abbiano visitato l’Italia a partire dal 10 febbraio scorso potrebbero essere sottoposti a quarantena di 14 giorni al loro arrivo in India».

Ecco invece le misure preventive della Germania: «le autorità tedesche invitano tutti coloro che sono nel paese e che, avendo viaggiato in aree a rischio (ivi incluso il nord Italia) siano entrati in contatto con persone di cui sia provata l’infezione da coronavirus a rimanere precauzionalmente presso il proprio domicilio e a contattare telefonicamente le autorità sanitarie locali».

La decisione di Malta: «Tutte le persone provenienti da aree dove si sono registrati casi di contagio, tra cui le regioni italiane Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, sono invitate a contattare le autorità sanitarie e a sottoporsi ad una quarantena volontaria di 14 giorni. E’ prevista invece una quarantena obbligatoria per chi presenti sintomi sospetti».

Gli aggiornamenti ci sono di continuo. Chi ha in programma viaggi per l’estero non sa bene cosa fare, magari può arrivare a destinazione ma rischia di essere rimandato indietro o di finire in quarantena se ha qualche sintomo sospetto. Ed è caos, denunciano le associazioni dei consumatori, che a questo punto chiedono un intervento centrale da parte del Governo perché siano date delle indicazioni univoche ad agenzie di viaggi e tour operator, indipendentemente dalla destinazione del viaggio.

Codacons: è caos viaggi

Nel settore dei viaggi e dei trasporti «è un vero e proprio caos in Italia, a causa della situazione di emergenza legata al coronavirus». Così il Codacons che sta ricevendo le richieste di aiuto di tanti cittadini che avrebbero dovuto spostarsi e che non sanno cosa fare.

«Chi ha acquistato un viaggio con una destinazione estera rischia di essere rimandato indietro, o di rimanere bloccato in quarantena a causa delle limitazioni che numerosi paesi stranieri stanno adottando verso i viaggiatori italiani – dice il presidente Carlo Rienzi – In sostanza si ha la certezza di partire, ma regna la totale incertezza sulla possibilità di usufruire dei soggiorni acquistati».

«A fronte di tale situazione – prosegue Rienzi – migliaia di utenti stanno chiedendo attraverso il Codacons rimborsi di biglietti e pacchetti a compagnie aree, hotel, agenzie di viaggio, tour operator e siti di prenotazione online, ottenendo in risposta un netto rifiuto, non essendoci provvedimenti specifici in materia da parte delle istituzioni. Un caos totale e generalizzato che danneggia sia i consumatori, sia gli operatori del turismo, con agenzie di viaggio e intermediari che vanno verso il fallimento».

L’associazione chiede dunque al Governo un decreto ad hoc che tuteli i viaggiatori e le attività turistiche e che disponga «l’obbligo in capo a compagnie aeree, hotel, siti di prenotazione e altri soggetti di rimborsare integralmente tutti coloro che hanno anticipato soldi per viaggi e vacanze, e che in virtù della situazione di forza maggiore determinatasi e dell’incertezza che regna sul settore, decidano di annullare le partenze, indipendentemente dalla destinazione finale del viaggio».

Federconsumatori: serve la modifica senza penali delle prenotazioni

Alle istituzioni si rivolge anche Federconsumatori, proprio a partire dalle misure di contenimento e di prevenzione che molti paesi stanno mettendo in campo per chi viene da zone a rischio e quindi anche dall’Italia.

L’associazione «ha trasmesso una comunicazione al Ministro Dario Franceschini richiedendo l’adozione di misure straordinarie dirette a tour operator, agenzie di viaggi, compagnie aeree, strutture alberghiere e altri operatori del settore, in modo che i soggetti in questione consentano, la modifica senza penali delle prenotazioni effettuate».

Molti cittadini, ribadisce Federconsumatori, segnalano di aver contattato le strutture e di aver chiesto una modifica della prenotazione, lo spostamento del periodo di soggiorno o un voucher per gli importi pagati, ma di aver avuto risposte negative.

«I cittadini non possono essere lasciati nell’indeterminatezza, in una situazione tanto eccezionale e critica le decisioni in materia di rimborsi e modifiche delle prenotazioni non possono essere rimesse alla ordinarietà dei comportamenti o alla discrezionalità degli operatori – dice Federconsumatori – È quindi necessario con la massima urgenza un intervento istituzionale».

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