29 Febbraio 2020

Coronavirus, come funziona il rimborso per i viaggi cancellati per l’ emergenza

 

Per rispondere alle esigenze di albergatori e clienti, che per l’ emergenza coronavirus sono stati costretti a rinunciare a viaggi, pacchetti turistici e spostamenti in treno e in aereo già prenotati, per via delle misure restrittive adottate dalle autorità per contrastare la diffusione del virus. “In Consiglio dei ministri le prime misure per il turismo colpito dall’ emergenza Coronavirus. Sospensione dei versamenti previdenziali e contributivi per alberghi, agenzie e tour operator di tutta Italia e possibilità per le agenzie di rimborsare i clienti con un voucher valido 1 anno”. Lo annuncia su Twitter il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini , che ieri al termine del tavolo di crisi con le associazioni di categoria ha dichiarato: “Per il turismo sono previste tre fasi diverse. La prima, quella più immediata, in cui si parla di dilazione di pagamenti. La seconda riguarda le misure strutturali d’ intervento, mentre la terza sarà per il rilancio dell’ immagine del Paese per uscire dall’ emergenza”. Il rimborso quindi potrà avvenire anche attraverso voucher : ci si riferisce a pacchetti turistici e spostamenti da e per zona rossa, ai viaggi programmati eventi annullati o sospesi da ordinanze e decreti, ai viaggi all’ estero bloccati per Covid-19, alle gite scolastiche. Tra le altre norme approvate nel decreto ci sono la sospensione fino al 30 aprile 2020 dei versamenti dei contributi previdenziali e delle ritenute fiscali per agenzie di viaggio e turismo, tour operator e tutte le imprese turistico ricettive in tutta Italia (Codice Ateco 55: alberghi, affittacamere, agriturismi, campeggi, ecc). Il Codacons boccia il decreto Il Codacons boccia il decreto sull’ emergenza coronavirus approvato ieri in Cdm: “Si tratta di un provvedimento non solo inadeguato e insufficiente, ma addirittura pericoloso per i cittadini italiani – spiega il presidente Carlo Rienzi – Siamo allarmati soprattutto per la parte del decreto relativa alle speculazioni sui prezzi laddove, punendo esclusivamente i soggetti che aumentano i prezzi più del triplo rispetto ai listini medi degli ultimi 30 giorni, finirebbe di fatto per autorizzare rincari dei listini fino al +300%. Se fosse confermata tale misura, si darebbe il via libera agli speculatori, che potrebbero rincarare a proprio piacimento i prezzi approfittando dell’ allarme coronavirus, purché non superino l’ assurda soglia del triplo fissata dal Governo” . “Anche in materia di viaggi e turismo il decreto è assolutamente carente – prosegue il Codacons – Si prevedono infatti misure di compensazione solo per chi non ha potuto viaggiare da e per le zone rosse o usufruire di pacchetti turistici a causa delle limitazioni imposte dalle autorità italiane e straniere, e sembra escludere dal diritto di ottenere rimborsi tutti coloro che hanno rinunciato alle partenze in virtù della situazione di forza maggiore determinata dall’ emergenza coronavirus”. Come funziona il rimborso dei voli A seguito della decisione di alcuni Paesi di imporre restrizioni all’ accesso di passeggeri provenienti dall’ Italia o che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni, per limitare l’ espansione della epidemia Covid19, l’ Enac, Ente Nazionale per l’ Aviazione Civile , fornisce in una nota le informazioni in merito alla tutela dei diritti previsti dal Regolamento Comunitario numero 261 del 2004 per i casi di cosiddetta “forza maggiore”. “I passeggeri che sono in possesso di biglietto aereo il cui volo è cancellato, i passeggeri che, pur non avendo subito la cancellazione del volo, sono comunque soggetti alle restrizioni di Paesi terzi imposte nei confronti delle persone che provengono o che abbiano soggiornato in Italia negli ultimi 14 giorni e i passeggeri che per ordine delle Autorità sono soggetti a misure di contenimento dell’ epidemia da Covid19 e che quindi non possono usufruire del biglietto aereo hanno diritto al rimborso del prezzo del biglietto da parte del vettore “, si legge. “Non hanno, invece, diritto alla compensazione pecuniaria di cui all’ art. 5 del Reg. numero 261 del 2004 che regola i casi di cancellazione, negato imbarco e ritardo prolungato in quanto la cancellazione del volo non è dipendente da causa imputabile al vettore”.

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