6 Aprile 2020

CORONAVIRUS: CODACONS CHIEDE DI DOTARE TUTTE LE ASL DI STRUMENTI DI TELEMEDICINA

     

    ISTANZA A MINISTERO SALUTE E COMMISSARIO ARCURI. CELLULARI A PAZIENTI POSITIVI IN CASA PER MONITORARE CONDIZIONI DI SALUTE SENZA AFFOLLARE OSPEDALI

    SISTEMA GIA’ SPERIMENTATO CON SUCCESSO NEL LAZIO

    Il Codacons ha presentato oggi una istanza al Ministero della Salute, alla Presidenza del Consiglio e al Commissario Straordinario per l’Emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, in cui si chiede di dotare tutte le Asl d’Italia di strumenti di telemedicina per il monitoraggio dei pazienti positivi al Coronavirus.
    La possibilità di monitoraggio a distanza dei pazienti positivi al Covid19 che hanno la possibilità di restare nel proprio domicilio, attualmente sperimentata nel Lazio attraverso la Asl di Latina, sta dando ottimi risultati consentendo l’assistenza medica e il monitoraggio delle condizioni di salute dei pazienti – spiega il Codacons – I dati rilevati dal cellulare fornito ai cittadini positivi al Covid-19 (temperatura corporea, atti respiratori per minuto, battito cardiaco, ecc.) sono costantemente trasmessi alla “centrale di monitoraggio” ove sono sempre presenti h.24 degli infermieri che, in caso di dati non conformi al buono stato di salute, consultano lo pneumologo che deciderà con il medico di medicina generale la più opportuna strategia da adottare.
    Appare evidente che i vantaggi di tale procedura di gestione del paziente a distanza sono molteplici non solo per il singolo bisognoso di cura ma per la collettività intera – aggiunge l’associazione – Infatti il paziente ha il vantaggio di essere controllato dai medici direttamente nel proprio ambiente domestico ed al primo accenno di peggioramento del proprio stato di salute potrà essere trattato senza rischiare aggravamenti ulteriori grazie al tempestivo trattamento che gli eviterà probabilmente il ricorso alla terapia intensiva.
    Per tale motivo il Codacons ha chiesto al Ministero e al Commissario Arcuri di attivarsi per distribuire alle Asl sul territorio, previo reperimento ed acquisto, un numero di dispositivi “cellulari” (calcolato in base ai dati forniti dalla protezione civile circa i “positivi” al Coronavirus che non necessitano di ricovero) in grado di consentire la telemedicina e quindi il trattamento e le cure dei pazienti affetti da Covid 19 direttamente presso il domicilio del paziente evitando così di spostarlo dal proprio ambiente e scongiurando altresì il pericolo di contagio di altre persone primi tra tutti del personale sanitario.

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