24 Agosto 2006

Cormôr, giochi rotti e pericolosi

I giochi del parco del Cormôr sono rotti o rovinati. La situazione di degrado è sempre più pericolosa per l`incolumità dei bambini: schegge del legno e corde scivolose, infatti, renderebbero alcuni giochi inutilizzabili. La denuncia arriva dal Codacons, l`associazione che difende i consumatori: nel mirino ci sono i giochi per i bambini di uno dei parchi più frequentati della città. Dopo alcune sollecitazioni già inviate qualche mese fa all`amministrazione comunale, infatti, l`associazione denuncia ora nuovamente il loro degrado. “Ringraziamo il Comune per aver cambiato alcuni giochi (4 cavalli a dondolo), dopo le sollecitazioni fatte – dice il responsabile provinciale del Codacons, Pierluigi Chiarla -, ma noi non capiamo perché, per esempio, non è stato cambiato ancora lo scorrimano dello scivolo, in quanto risulta pericoloso con le schegge a vista. Inoltre le corde della piramide usata per l`arrampicata, ormai usurate nella parte di tessuto, hanno raggiunto l`anima in ferro, risultando pericolose e scivolose“. In generale il Codacons denuncia il contesto in cui si trova il parco, cioè la totale assenza (anche semplicemente visiva, date le vernici scrostate e sbiadite di tutti i giochi, presenza di ruggini sulle parti in metallo delle strutture) di manutenzione delle attrezzature adibite appunto ai giochi dei bambini, nonché altri rotti, ma potenzialmente utilizzabili (come lo scivolo con la parte del bordo inferiore di protezione in legno spaccato con tutte le conseguenze del caso), che potrebbero comportare possibili ed effettivi rischi per la sicurezza dei bambini, sicuramente meno capaci di percepire i pericoli rispetto a un adulto. “Tale situazione – continua Chiarla – appare quantomai grave e sicuramente non tollerabile per il futuro. Non solo, infatti, si tratta di giochi per bambini, ma di attrezzature collocate in una delle aree verdi più frequentate della città, anche da famiglie. Si richiede pertanto, un intervento sollecito del Comune affinchè venga posta fine, attraverso un azione concreta e incisiva, possibilmente da attuarsi attraverso la sostituzione degli attrezzi, a questa soluzione incresciosa, in tempi brevi. Non potrebbero, infine, eccepirsi eventuali dichiarazioni di non competenza diretta dell`ente pubblico sull`area in questione – precisa Chiarla – o un rimbalzo di responsabilità con le eventuali ditte che hanno in appalto la gestione del parco, posto da un lato il permanere di una responsabilità dell`ente proprietario per la custodia delle cose e dei beni a esso comunque riconducibili e, dall`altro, la possibilità di intervenire nei confronti delle ditte appaltatrici qualora queste ultime non agiscano secondo gli obblighi sulle stesse gravanti e derivanti dagli accordi posti in essere con il Comune medesimo“.

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