Cordoglio del Comune, Codacons chiede la chiusura della disco
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fonte:
- La voce di Romagna
le reazioni il sindaco tosi convoca d’ urgenza la giunta per esaminare la situazione. san patrignano invita la società nel suo insieme a fare un passo indietro mentre il presidente rienzi non ha dubbi: “se l’ ecstasy è stato venduto dentro, il locale deve fermarsi”
Il sindaco di Riccione Renata Tosi è la prima ad intervenire sulla tragedia. “La morte di un giovane che voleva solo divertirsi – dice in una nota – ci colpisce e addolora. Alla sua famiglia vanno le più sentite condoglianze da parte della nostra comunità. La moltitudine di giovani che scelgono Riccione per i loro momenti di svago o per passare le loro vacanze deve continuare a trovare un divertimento sicuro. Come Amministrazione siamo fermamente impegnati a contrastare ogni forma di eccesso. Su questo non smetteremo di vigilare né di intervenire con forte determinazione pronti anche a decisioni radicali. Siamo a fianco delle Autorità competenti, dei nostri Carabinieri e delle For ze di Polizia con cui collaboriamo con intensa condivisione degli interventi e delle decisioni. La politica su questo tema dovrebbe essere umile e unita. Umile, perché non esiste una soluzione definitiva, ma solo un impegno quotidiano che purtroppo vanta ogni giorno vittorie ma anche sconfitte. E poi unita. Io su questo tema non faccio mai polemiche. Ho provveduto a convocare oggi pomeriggio alle 15.30 una riunione urgente della Giunta per affrontare insieme a tutti gli assessori questo drammatico e doloroso evento”. SAN PATRIGNANO “Non è passato neppure un mese dall’ evento “Sano divertimento” che abbiamo realizzato assieme al Cocoricò all’ interno dell’ auditorium di San Patrignano. Quattro ore di entusiasmo puro, durante le quali i nostri ragazzi si sono scatenati sulle note dei dj facendo ricorso solo alla loro voglia di ballare e condividere un momento di festa. Nessuna sostanza, nessuna droga, zero alcool, proprio per dimostrare che non è necessario sballarsi per rendere unica una serata. Oggi la terribile notizia. Non possiamo che stringerci alla sua famiglia e a quel dolore che sentiamo ancor più nostro ripesando a quel pomeriggio i Comunità pieno di sorrisi e gioia pura. Invitando il Cocoricò a San Patrignano pensiamo di aver fatto la scelta giusta, convinti che solo dando l’ esempio, solo mostrando ai giovani cosa sia il vero divertimento, possano fare un passo indietro. Un passo indietro che in primis lo deve fare però la società stessa, in cui è considerato sempre più normale “farsi una striscia di coca” o “calarsi una pasticca” in discoteca, una società in cui per i giovani la parola divertimento è diventata ormai sinonimo di trasgressione” IL CODACONS Se nel corso delle indagini emergerà che la droga che ha portato alla morte del sedicenne è stata assunta all’ interno del locale, dovrà essere disposta la chiusura della discoteca Cocoricò. Lo afferma il Codacons. “Discoteche e locali hanno il compito di vigilare su ciò che accade all’ interno delle strutture, e di vietare l’ ingresso e la vendita di droghe nelle aree di loro competenza – dice il presidente Carlo Rienzi – Se la morte del sedicenne è avvenuta a causa di ecstasy assunta all’ interno della discoteca, ciò significa che i controlli da parte della struttura sono stati inidonei, e pertanto chiederemo la chiusura del Cocoricò”. “Vogliamo conoscere – aggiunge – anche quanti e quali controlli siano stati eseguiti dalle forze dell’ ordine lungo le strade che portano alle più note discoteche della zona, sul fronte della guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, e cosa sia stato fatto dalle autorità locali competenti contro la diffusione e la vendita di droghe sul territorio”.
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