28 Maggio 2003

Copiano, per il “depuratore fantasma“il Codacons annuncia il ricorso al Tar

Copiano, per il “depuratore fantasma“
il Codacons annuncia il ricorso al Tar

IL CASO «Quelle bollette sono illegittime»





COPIANO. Ognuno è rimasto sulle proprie posizioni. E alla fine il Codancons ha annunciato che ricorrerà al Tar perchè annulli le cartelle di pagamento. L`associazione dei consumatori è convinta: quelle bollette anticipate dai cittadini per il “depuratore fantasma“ sono illegittime. Questo ha sostenuto ancora una volta il responsabile dell`associazione, Gianni Ambrosini, nell`assemblea pubblica tenutasi sabato nella palestra comunale. Incontro al quale ha partecipato anche lo stesso sindaco Angela Vanzini.
Il caso era nato dopo l`esposto presentato da alcuni cittadini allo stesso Codacons. Una vicenda che sta suscitando molte discussioni e polemiche a Copiano.
«Nel corso dei nostri accertamenti, abbiamo riscontrato delle anomalie – assicura il responsabile provinciale – e lo abbiamo spiegato chiaramente ai cittadini presenti l`altra sera. In particolare, le nostre perplessità riguardano il periodo che va dal `96 al `99».
«L`irregolarità maggiore, a nostro avviso, è stata rilevata in particolare per l`accantonamento dei soldi, in pratica mai eseguito. Il denaro versato c`è, sia ben chiaro: ma non è questo il punto. Il fatto, invece, è che il Comune doveva seguire una procedura ben precisa. E prevista dalla legge. Ma non lo ha fatto. Sabato sera, documenti alla mano provenienti dallo stesso Comune, l`ho dimostrato».
Sul punto, ci sono stati vivaci scambi di opinioni fra il sindaco e il responsabile del Codacons.
La posizione dell`amministrazione è nota: sono state seguire le attuali normative.
Secondo quanto già spiegato dal sindaco «il Comune ha applicato, fino a quando ha gestito il servizio, la legge 549 del `95. Che dice “che in attesa dell`entrata in vigore della tariffa del servizio idrico integrato, la quota di tariffa è determinata secondo le modalità stabilite per categorie di utenti. Il presupposto che legittima l`applicazione della tariffa in questione è dato dall`allacciamento alla pubblica fognatura a prescindere dall`esistenza e dal funzionamento concreto di un depuratore centralizzato“. E quindi non è dovuto alcun rimborso».
Diversa, invece, la tesi dell`associazione a difesa dei consumatori secondo cui non è giusto che un cittadino paghi per un servizio che non gli viene fornito.
Di conseguenza, ha chiesto «la restituzione agli utenti di quanto pagato ingiustamente per l`allacciamento ad un depuratore-fantasma».
«Inoltreremo un ricorso al Tar e se necessario anche alla Corte costituzionale – dice ancora Ambrosini – e vedremo chi ha ragione. Nulla contro il Comune, ma vogliamo che Copiano diventi un esempio-pilota per situazioni analoghe».

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