7 Gennaio 2019

Coperte in strada e lettere di scuse Trieste si ribella al blitz di Polidori

l’ atto di solidarietà di un gruppo di cittadini fa il giro d’ italia primi distinguo nella lega. la condanna della chiesa
Diego D’ Ameliotrieste. «Caro amico, speriamo che questa notte tu soffra meno il freddo. Ti chiediamo scusa a nome della città di Trieste». Parole scritte su un cartello appoggiato sabato notte sopra un cumulo di coperte e vestiti, lasciati da un gruppo di cittadini proprio sul luogo dove tre giorni fa il vicesindaco Paolo Polidori ha gettato nell’ immondizia piumini e altri oggetti di un senzatetto, vantandosene su Facebook. Il gesto di civiltà, senza colore politico né firme di associazioni, parte da un gruppo di amici voluto rimanere anonimo. Comuni cittadini capaci di riportare la questione sotto i riflettori del dibattito nazionale e provocare emulazione, con altre persone a portare maglioni e plaid sul punto in cui si trovavano gli effetti personali del romeno preso di mira dall’ esponente leghista. E mentre su tutte le testate nazionali si riequilibra il giudizio dopo le polemiche scatenate dal comportamento di Polidori, il sindaco Roberto Dipiazza cerca di voltare pagina. «Il vicesindaco ha sbagliato – dice in tv il primo cittadino – ma c’ erano state moltissime chiamate dai negozianti della zona. Ho parlato con lui ed è molto dispiaciuto: per me il caso è chiuso». Nella maggioranza comunale si parla però di un sindaco in forte imbarazzo, che gradirebbe le pubbliche scuse del suo secondo. Forza Italia continua intanto a chiedere «una riflessione nell’ ambito di una riunione in cui sentiremo le ragioni di Polidori, per capire se si rende conto di quel che ha fatto», afferma la coordinatrice regionale azzurra, Sandra Savino. La deputata parla di «atteggiamento squadrista che non può essere tenuto dalle istituzioni». In giunta non si registrano attacchi frontali ma la freddezza è evidente, a cominciare dall’ assessore alle Politiche sociali, Carlo Grilli: «Non do giudizi sul brutto scivolone – dice il civico della lista Dipiazza – ma vorremmo andare sulla stampa nazionale per le cose belle che facciamo». Per il collega di lista Giorgio Rossi, «si poteva evitare, ma lo ha fatto e ne risponderà». L’ assessore Elisa Lodi (Fdi)giudica il «modo di operare non condivisibile» e d’ altronde anche il segretario provinciale Claudio Giacomelli non la può più «della politica fatta a chi la spara più grossa su Facebook». Il Codacons chiede a Massimiliano Fedriga la rimozione di Polidori per «violazione dei principi fondanti della Costituzione», ma dopo le difese dei vertici locali del partito, l’ assessore Luisa Polli chiarisce che «le dimissioni non sono in discussione», mentre Serena Tonel preferisce il «no comment». Fuori dal coro l’ assessore leghista alle Politiche sociali della Lombardia, Stefano Bolognini, secondo cui «chi butta via il cibo, una coperta o un abito, senza darlo a chi ha bisogno commette una stupidaggine». Condanna arriva anche dalla Chiesa. Il vescovo Giampaolo Crepaldi dice di essere «rimasto male non tanto per il gesto ma per la volontà di dare pubblicità». Nette le parole del vicario Ettore Malnati: «Egregio Polidori, ci tranquillizza la sua autocertificazione di non razzista. Purtroppo alcuni suoi gesti di intolleranza mostrano il contrario». Il sacerdote Andrea Destradi gioisce per le coperte recapitate in via Carducci: «Grazie a Dio Trieste è soprattutto questo! Oggi festa dell’ Epifania: come i magi anche noi prendiamo le distanze da quei Erode che perseguitano Gesù».In giornata arriva il commento di Enrico Mentana: «Un abbraccio ai cittadini perbene di Trieste, ancora una volta alle prese con amministratori incivili. Un anno fa quel mercatino della Befana con la dicitura “Raccolta di giochi usati per i bambini italiani meno fortunati”, ora la “bravata” del vicesindaco antibarboni, esibita con cialtronesco orgoglio. Un giocattolo usato e una coperta sono simboli della solidarietà. Forza amata Trieste». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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