17 Aprile 2018

Coperta statua di Epaminonda per non irritare i musulmani

LA POLEMICA GENOVA Tuoni e fulmini sulla copertura dei genitali di Epaminonda, politico e militare nato nel 418 avanti Cristo nella polis greca di Tebe (grande rivale di Atene), la cui statua campeggiava poco lontano dalla sala del teatro scelta per la cerimonia del tè a Cairo Montenotte (Savona) in occasione di un convegno sul dialogo interreligioso organizzato dalla Confederazione islamica italiana con la Federazione islamica ligure. I musulmani hanno coperto la statua (tra l’ altro, il corpo non era nudo ma aveva l’ inguine già coperto dal drappeggio) e fatto rimuovere un quadro un po’ naif che rappresentava una Poppea con le terga nude: una decisione che avrebbe incontrato il favore di papa Clemente XIII che scelse di far coprire le nudità delle statue greche e romane in Vaticano e, prima di lui, di papa Paolo IV che obbligò Daniele da Volterra a metter le mutande ai nudi michelangioleschi della Cappella Sistina. Cosa questa che trasferì l’ appellativo Braghettone dal pittore al successivo pontefice. Tant’ è, la statua di Epaminonda, che fa parte della personale sfumature di classico del pittore e scultore Mario Capelli Steccolini, è finita con un drappo rosso addosso. E, come dopo la visita ufficiale di Hassan Rohani nel 2016 nei musei capitolini a Roma che vide la copertura delle marmoree vergogne, si sono aperte le cateratte della polemica. «Solo a me questa sembra una follia?» twitta il leader della Lega Nord Matteo Salvini. Rincara il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli: «Integrazione significa accettare le nostre regole non imporre cambiamenti o censure. In Italia ormai ci stiamo genuflettendo alle imposizioni dell’ integralismo islamico. Ma perchè?». Per Ylenia Lucaselli (FdI) «il sospetto è che sia emerso ancora una volta l’ effetto collaterale del multiculturalismo fallimentare». Forza Italia, con l’ eurodeputata Laura Comi parla di «censura inaccettabile al patrimonio artistico». Il Codacons lamenta «un danno per il Paese». «Hanno coperto Epamindonda», ha scritto sui social Mario Capelli che ha restaurato l’ opera. «Sia chiaro: la statua è stata coperta dai musulmani per esigenze cerimoniali», ha spiegato riferendo di avere anche provveduto personalmente a spostare un quadro che raffigura (probabilmente) Poppea al bagno «su richiesta» degli organizzatori musulmani. «Nessuna censura – ha replicato Chams Eddine Lahcen, presidente della comunità musulmana valbormidese e della federazione islamica della Liguria – Ho coperto io la statua ma soltanto per esigenze cerimoniali e per poche ore. Stonava con l’ ambientazione marocchina. Il nostro Islam è moderato, questa polemica ci ferisce. Abbiamo organizzato un dialogo interreligioso per avvicinare tutti. Non ci permettiamo di coprire statue per motivi culturali». Getta acqua sul fuoco il sindaco di Cairo Montenotte, Paolo Lambertini: «Il caso non esiste. A noi non è arrivata nessuna richiesta di fare un intervento sulle opere». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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