22 Gennaio 2011

Coop, l’ ira dei soci “Fuori i nostri soldi”

«PERCHE’ siamo qui? Per riaffermare che i protagonisti di questa sciagura siamo noi soci, per lottare, per ottenere giustizia e i nostri soldi persi nella Coopcostruttori». Le 8.30 di un venerdì freddissimo. Dal cielo grigio scende acqua mista a neve. Nell’ aula B del tribunale è fissata l’ ennesima udienza del processo che dovrà stabilire chi è responsabile del crac dell’ ex colosso rosso: la Coopcostruttori. Tremila soci, lavori in tutta Italia, prima cooperativa dello Stivale. Numeri da record cancellati per sempre il 3 luglio 2003. Una trentina di persone di quella «grande famiglia», come ancora oggi viene chiamata, sono davanti all’ ingresso del tribunale. Tutti appartengono al Carspac 2, comitato che a suo tempo ha aderito al Codacons. Mostrano cartelli con impressa la loro rabbia: ‘ La cooperazione ad Argenta è crollata. Lega e Pd dov’ eravate?’ . ‘ Perché tante falsità ai soci?’ . E ancora: ‘ Proteste non gradite? Blocco della solidarietà? Non è una soluzione dignitosa’ . ‘ La Legacoop sapeva dal ‘ 97? Perché non ha informato i soci?’ . «Non ci ferma nemmeno il freddo – chiosa Massimo Cricca, portavoce -. Siamo qui perché il processo sta prendendo una piega tecnica ma la sciagura vera siamo noi soci che abbiamo perso tutto. Vogliamo dire al giudice che non molliamo. Nelle assemblee ci facevano credere che tutto andava sempre bene. La Lega? Non ha mai ottemperato ai suoi doveri di vigilanza. Le società di revisione? Mai hanno lanciato l’ allarme». Passa Donigaglia, trascina un trolley con le carte processuali. «Ci ha sempre detto – continua Cricca – che era disponibile ad un confronto con il Carspac 2 ma non è mai venuto. Così nemmeno gli altri dirigenti». La palla passa all’ altro portavoce, Giovanni Bigoni: «Vede, questi sono i soci e non è giusta l’ arroganza con cui la Lega ci sta trattando perché se oggi esiste è solamente grazie a tutti noi». Tra loro c’ è chi ha perso tutto: casa, anni di pensione, risparmi dei genitori deceduti. Pensionati ma anche giovani come Davide e Sonia Coatti: «Avevamo 150 mila euro – dicono -, il mutuo della casa. Abbiamo messo tutto nella cooperativa. Nelle assemblee c’ era Checcoli (presidente di Legacoop, ndr) che diceva di stare tranquilli, di non preoccuparci perché tutto era ok. Poi – dice Davide – nel consiglio avevo degli amici che mi dicevano il contrario ma non sono mai riusciti a convincermi, purtroppo. Credevamo tutti nella cooperazione, tutto si doveva aggiustare. Invece…invece siamo qui, anche noi, a manifestare perché rivogliamo indietro i nostri risparmi». Le 9.30, l’ udienza sta per iniziare. I cartelli vengono abbassati, alla spicciolata il corteo raggiunge l’ aula. «Un altro calvario – chiosa una donna – e chissà quando questo finirà…»

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