24 Settembre 2019

Cook fallisce e i turisti restano a terra

bancarotta improvvisa lo storico tour operator britannico chiude dopo 178 anni scatta il rimpatrio senza precedenti di più di seicentomila clienti in tutto il mondo
La società di viaggi britannica Thomas Cook ha annunciato il suo fallimento lasciando circa 600.000 vacanzieri bloccati in vari Paesi del mondo e innescando il più grande rimpatrio verso il Regno Unito dalla seconda guerra mondiale. Il tour operator ha dichiarato fallimento dopo che non è riuscito nel fine settimana a raccogliere fondi per la sua sopravvivenza e andrà quindi in «liquidazione immediata». «Nonostante gli sforzi considerevoli, le discussioni tra le diverse parti interessate del gruppo e le nuove fonti di possibili finanziamento non siamo arrivati a un accordo, quindi il consiglio ha concluso che non aveva altra scelta che prendere provvedimenti per entrare in liquidazione con effetto immediato», si legge in una nota. Thomas Cook da tempo lottava contro la concorrenza online e subiva ripercussioni anche per l’ incertezza generata dalla Brexit che ha portato a un costante calo delle prenotazioni. Il fallimento non è stato un fulmine a ciel sereno ma è venuto dopo un lungo periodo di turbolenze finanziarie seguite a un disastroso accordo di fusione del 2007 con MyTravel, un accordo che lo ha lasciato afflitto da enormi livelli di debito. Il governo britannico ha lanciato piani di emergenza per riportare a casa circa 150.000 vacanzieri britannici da diverse destinazioni tra cui Bulga ria, Cuba, Turchia e Stati Uniti. Ma altrettanto hanno fatto altri Paesi a cominciare dall’ Italia. «Stiamo se guendo insieme al ministero degli Esteri le ripercussioni del fallimento Thomas Cook per verificare se ci sono nostri connazionali bloccati all’ estero e nel caso dare loro assistenza attraverso l’ unità di crisi della Farnesina che si è subito attivata. Stiamo anche verificando gli effetti e i danni per le imprese e i lavoratori del settore turistico italiano», ha spiegato il sottosegretario del Mibact con delega al Turismo, Lorenza Bonaccorsi. E si mobilitano anche le associazioni dei consumatori. «Tutti coloro che si trovano all’ estero tramite viaggi organizzati dalla società fallita e che non hanno informazioni sul rientro in Italia, possono contattare il Codacons per ottenere assistenza. Allo stesso modo chi ha acquistato pacchetti vacanza per viaggi futuri tramite Thomas Cook versando acconti o saldando totalmente gli importi dei contratti, può attivarsi tramite il Codacons per tutelare i propri diritti e avviare l’ iter per ottenere il rimborso di quanto pagato». Solo in Grecia sono circa 50.000 i turisti bloccati come annunciato dal Ministero del Turismo greco, secondo il quale 22.000 persone verranno rimpatriate nei prossimi tre giorni. Nel frattempo a Londra le autorità hanno avviato un’ indagine ufficiale sul collasso aziendale.

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