Convenzione sospesa al Sert C’ è un’ indagine della Procura
Cosa succede al Dipartimento per le dipendenze dell’ Ulss 20? La domanda torna di attualità alla luce di nuovi sviluppi di una vicenda che appare sempre più complicata e che sta creando tensioni fortissime fra la direzione generale e il personale che opera nel Dipartimento. L’ ultimo episodio di cui L’ Arena è venuta a conoscenza è la decisione del direttore Bonavina di interrompere bruscamente (con lettera datata 24 luglio) le convenzioni e gli accordi di collaborazione che l’ associazione Eihp di Verona (European institute for health promotion) aveva con il Dipartimento dal dicembre 2011, come da delibera approvata e sottoscritta dal dg Bonavina. Ai dirigenti del Dipartimento la sospensione di tutti i contratti stipulati con l’ Eihp era stata comunicata il 2 luglio. I medici subito avevano evidenziato – in una lettera inviata al direttore dei Servizi sociali, Silvio Frazzingaro, il 16 luglio – le ricadute del provvedimento. Tra queste, l’ impossibilità di segnalare non solo alle strutture sanitarie, ma anche alle forze dell’ ordine e alla direzione centrale per i servizi antidroga, l’ allerta precoce sulle nuove droghe. Nella lettera al direttore dei Servizi sociali venivano poi denunciati ritardi nell’ espletamento degli atti amministrativi a causa del trasferimento a altri uffici di tre unità , le difficoltà a portare avanti progetti di ricerca gestiti direttamente dal Dipartimento, tra i quali Edulife, con l’ impossibilità a produrre e aggiornare materiali informativi e di prevenzione contro l’ uso di droghe e di alcol per studenti, genitori, insegnanti e educatori. Mentre le problematiche segnalate dai medici del Dipartimento restano aperte, nei giorni scorsi è arrivata la risposta dell’ Associazione Eihp, che tramite gli avvocati Enrico Zanardi e Alexander Michael Gelmi intima all’ Ulss20 «di ripristinare immediatamente la collaborazione con Eihp al fine di non dare discontinuità alle attività e agli accordi di collaborazione precedentemente siglati e di versare a Eihp quanto dovuto in base alle convenzioni». Richiesto di dettagli, l’ avvocato Gelmi chiarisce che si tratta «di sette-otto dipendenti, che secondo l’ Ulss20 lavoravano senza autorizzazione, quando in realtà operavano in una piattaforma condivisa. Le convenzioni erano chiare, mentre al contrario le motivazioni dell’ Ulss 20 sono poco plausibili. Non a caso è in corso un’ indagine da parte della Procura, indagine che ha portato al sequestro di computer e documentazione nella sede dell’ associazione Eihp». Ma non è tutto. Il 24 settembre il Codacons (che su mandato dei medici del Dipartimento aveva diffidato l’ Ulss 20 dal cedere a terzi il software clinico, i cui diritti intellettuali sono da ritenersi degli stessi medici che lo hanno ideato) ha presentato ricorso con contestuale istanza cautelare al Tar contro l’ Ulss 20, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Regione Veneto e la Regione Sardegna. Al centro della partita c’ è sempre il software MFP, costato – lo ricordiamo – pesanti provvedimenti disciplinari (sospensione dal servizio, poi in parte trasformati in sanzione pecuniaria) a sei dirigenti medici del Dipartimento. Ai quali l’ Ulss 20 contestava di «aver in maniera del tutto inopportuna e inappropriata avanzato ingenti pretese economiche», disponendo indebitamente «di un bene di proprietà dell’ Ulss 20». In realtà i sei medici, in una lettera citata dalla stessa Ulss20 nel procedimento disciplinare, avevano chiesto all’ azienda Ciditech srl (che li aveva aiutati a realizzare il software) di non utilizzare o sfruttare il programma e chiedevano – a saldo dei diritti intellettuali – «una somma da versare, in rispetto alla normativa vigente e in totale trasparenza, all’ Ulss20». Anche questa volta abbiamo chiesto – invano – spiegazioni e chiarimenti al direttore generale Bonavina. P.COL.
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