19 Luglio 2016

Controlli più severi su acqua non potabile e mare sporco

Controlli più severi su acqua non potabile e mare sporco
risposte concrete alla rivolta di nicotera e degli altri centri

Mare inquinato e acqua non potabile dai rubinetti continuano a privare i residenti della provincia di Vibo Valentia di diritti fondamentali peri quali, tra l’ altro, pagano tasse e tributi che sono direttamente proporzionali all’ inefficienza del sistema dei controlli. A questo andazzo si oppongono le associazioni Codacons, Adoc e Articolo 32 per il tramite degli avvocati Claudio Cricenti, Paolo Fuduli e Vincenzo Fogliaro. «I recenti fatti di Nicotera, San Ferdinando e Rosarno sono l’ ennesima riprova – affermano – di quanto i cittadini si sentano defraudati di due beni vita fondamentali. Mare e acqua sono due beni naturali purtroppo tutt’ altro che valorizzati in un Regione che di essi potrebbe fare il proprio trampolino di lancio per turismo e non solo. Purtroppo, se per l’ acqua “potabile” neanche un processo è valso a risolvere definitivamente un problema che ha dell’ incredibile, se si pensa che a Nicotera dal 2014 è ancora vigente il divieto assoluto di uso d’ acqua, per il mare, ogni anno, si assiste al medesimo problema con l’ avvicinarsi della stagione turistica». Alla luce di ciò, le associazioni Adoc e articolo 32 e l’ associazione ambientalista Codacons hanno l’ avvio di controlli sull’ u tilizzo da parte di esercizi che utilizzano l’ acqua nei processi di produzione e distribuzione di alimenti e bevande, campagne di informazione circa il permanere del divieto, mediante la pubblicazione, di circolari, avvisi, anche mediante megafono, anche alla luce dell’ imminente periodo di afflusso turistico. Chiesto anche l’ invio di autobotti della Protezione civile. Con riferimento alla tutela del mare, le tre associazioni chiedono invece l’ avvio di «azioni finalizzate a monitorare, conoscere, proteggere e tutelare e controllare tale bene co mune, contro forme di inquinamento derivante dalle più svariate fonti, anche mediante interventi operativi. Sarà fondamentale individuare forme di controllo più stringenti sia con riferimento alla problematica degli allacci abusivi e degli scarichi non autorizzati che con riferimento al prelievo delle acque per espletare un maggior numero di analisi in una fascia d’ orario il più ampia possibile, e – suggeriscono ancora – una numerazione telefonica non a pagamento che consenta ai bagnanti di richiedere con immediatezza l’ invio di ispettori».

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