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19 Ottobre 2005

Controlli nei pollai rurali

Roma. Le scorte di farmaci antivirali in Italia passeranno da 6 a 12 milioni di cicli. Il ministro della Salute Francesco Storace spinge sul pedale dell`acceleratore per ottenere al più presto gli antivirali da utilizzare contro eventuali casi umani di influenza aviaria. Le scorte saranno raddoppiate grazie all`utilizzo di altri 50 milioni di euro del Fondo sanitario nazionale. Intanto, nuovi casi sospetti sono stati scoperti in Romania, nella zona del delta del Danubio, vicino alla frontiera con l`Ucraina. “Un cigno è risultato positivo agli anticorpi – ha spiegato il ministro dell`Agricoltura rumeno Gheorghe Flutur – nel villaggio di C. A. Rosetti“. Altri due casi sono stati accertati in un cigno e in un`anatra selvatica a Maliuc e a Ceamurlia de Jos. E a 300 chilometri da Mosca, nel cuore della Russia europea, è allarme per una moria di polli e di anatre. Anche in Macedonia intanto c`è allarme: le autorità sanitarie hanno inviato in Gran Bretagna campioni prelevati dalla carcassa di un pollo forse morto di aviaria. Di fronte a questo quadro, il ministro Storace nel pomeriggio ha incontrato i rappresentanti delle Regioni proprio sul tema di farmaci e vaccini. E poi i rappresentanti delle associazioni venatorie, degli ambientalisti e del Corpo forestale, assieme ai tecnici della direzione veterinaria del ministero. Il ministro ha così annunciato di aver firmato un`ordinanza che vieta l`uso dei richiami vivi nella caccia, mentre è stata rinviata al confronto con l`Unione europea la decisione su un eventuale blocco parziale o totale della caccia. Ancora: a breve sarà pronto il piano antipandemia, ha fatto sapere Storace che oggi vedrà i rappresentanti delle case farmaceutiche con i quali discuterà del vaccino. Il testo sul piano antipandemia per ora è solo in bozza e deve essere ancora sottoposto all`esame delle Regioni, per poi essere approvato dal governo. Attualmente siamo al livello 3 di allarme e il livello massimo è 6: solo quando verrà dichiarato ufficialmente questo livello, cioè l`inizio dell`epidemia, inizierà la distribuzione dei farmaci. E infine, sempre ieri, Storace ha firmato un`ordinanza con la quale si chiede ai sindaci di avviare una serie di controlli anche nei pollai rurali, quelli domestici. Si tratta di una minoranza, servono ad allevare infatti circa 30 milioni di polli su circa 430milioni di polli presenti negli allevamenti industriali. Ma negli allevamenti rurali gli animali vivono all`aperto, condizione che teoricamente li espone a un eventuale contagio da uccelli migratori. La preoccupazione cresce anche a Bruxelles. Il comunicato finale dei ministri degli Esteri dell`Unione europea, riuniti in seduta straordinaria a Lussemburgo, non nasconde la preoccupazione per una pandemia: l`influenza aviaria è “una minaccia mondiale e ha bisogno di una risposta internazionale coordinata“. L`appello ad azioni coordinate suona dunque come un monito ai Paesi stessi che per ora si sono mossi debolmente sul fronte delle scorte di medicinali e nelle misure di prevenzione. I ministri degli Esteri dei 25 si sono complimentati per gli sforzi messi in atto dall`Oms, dall`Oie (l`Organizzazione mondiale per la salute animale), dalla Fao, dalla Banca mondiale e dalla Commissione Ue “per mobilitare i Paesi toccati e i Paesi esposti, nella prospettiva della riunione dell`Onu che si terrà a Ginevra dal 7 al 9 novembre“. Anche se resta tutto da vedere cosa in concreto decideranno di fare i singoli Paesi, da soli o insieme. “Il fatto che abbiamo un`influenza aviaria non significa che avremo una pandemia“, ha affermato il commissario alla Sanità della Commissione europea Markos Kyprianou. “È una possibilità esistente alla quale ci stiamo preparando in modo appropriato“, ha aggiunto, sottolineando che bisogna mantenere separati i due piani, l`emergenza veterinaria da un lato, i rischi per la salute umana dall`altro. “Fino a questo momento, non ci sono prove di un qualche trasferimento del virus dei polli agli esseri umani“: gli ha fatto eco il ministro degli Esteri inglese Jack Straw, il cui nonno, ha rivelato egli stesso ai colleghi, morì a causa del virus dei polli, la “spagnola“ del 1918. Più diretto, prima dei lavori, era stato il ministro britannico Jack Straw: “Bisogna prepararsi al peggio“, aveva detto entrando all`incontro. Dal summit di ieri si attendevano indicazioni sia sulla prevenzione – con il possibile stop alla caccia – sia sull`approvvigionamento di farmaci già raccomandato dalla Commissione Ue: il che non è avvenuto. Sarà il vertice dei ministri della Salute – si spera – a dare conclusioni più concrete e a vincolare gli Stati membri ad azioni comuni. Infine, anche il Codacons interviene sul tema e sostiene che occorre “introdurre misure urgenti relativamente ai piccioni, presenti in maniera massiccia nelle città italiane si pensi a Piazza San Marco a Venezia o Piazza del Duomo a Milano“.

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