Controesodo con rincari La benzina a quota 1,425
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fonte:
- La Stampa
I rincari di benzina e gasolio hanno afferrato la coda del controesodo. Alcune compagnie hanno rotto la tregua pasquale dei prezzi, che peraltro scontava già gli aumenti avvenuti prima, verso metà marzo, e gli automobilisti hanno ben poco di cui essere contenti. Ieri a rimettere mano ai prezzi sono state la Q8 e la Erg: la prima, stando alla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, ha aumentato a benzina di 1,5 centesimi al litro portandola a 1,425, e il gasolio di 2 centesimi a 1,259 euro. Per l’ uno e l’ altro prodotto si tratta dei prezzi più cari che si trovino attualmente sul mercato italiano (si tratta, come sempre, di prezzi di riferimento e con servizio, mentre nei singoli distributori e utilizzando gli impianti a self service si risparmia qualcosa). La Erg invece ha aumentato i prezzi di entrambi i prodotti di 1 centesimo portando la verde a 1,418 euro e il carburante diesel a 1,244 euro. L’ associazione di consumatori Codacons calcola che sul controesodo pasquale si abbatte una stangata da 19 milioni di euro: «Come dimostrano i dati Istat resi noti nei giorni scorsi – osserva il presidente Carlo Rienzi – i continui rialzi della benzina hanno già innescato un meccanismo moltiplicativo sui prezzi, in particolare su tutta la merce trasportata su gomma, e rischiano di scatenare pericolosissime aspettative di inflazione. Per questo il governo dovrebbe liberalizzare il settore, favorendo l’ ingresso di nuovi competitori, come la grande distribuzione e le pompe bianche, e la trasparenza dei prezzi». Non è questa l’ unica ricetta suggerita. Per Adusbef e Federconsumatori la strada da seguire è «sterilizzare gli aumenti Iva e introdurre l’ accisa mobile sui carburanti» e l’ Adoc chiede una riduzione delle accise tramite l’ abolizione di quelle introdotte per gli eventi eccezionali, per un totale di 30 centesimi. La palla è nella metà campo del governo. Il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’ energia, Stefano Saglia, nei giorni scorsi ha promesso una sollecita convocazione del tavolo carburanti con compagnie, gestori e Regioni, che potrebbe arrivare già in settimana. Tra i punti in discussione la chiusura di un certo numero di impianti, l’ aumento dei self service, il passaggio dai prezzi che cambiano ogni giorno a quelli fissi per tutta la settimana (in modo che l’ automobilista abbia il tempo materiale di apprendere le novità, fare i suoi conti e infine fare rifornimento). Gli aumenti di benzina e gasolio vengono giustificati dalle compagnie con l’ andamento del barile di petrolio e dei prezzi internazionali dei carburanti. Secondo l’ Unione petrolifera (federazione delle compagnie) «le polemiche assolutamente infondate e strumentali innescate sui prezzi dei carburanti denotano la superficialità e l’ approssimazione con la quale alcune associazioni dei consumatori e alcuni organi di stampa sono abituati a trattare la materia». A giudizio dei petrolieri «ignorare i recenti aumenti nelle quotazioni internazionali dei carburanti, e riflessi solo in parte nei prezzi interni, e accusare di manovre speculative le aziende vuol dire essere in malafede o negare l’ evidenza». L’ Up parla di «campagna denigratoria» e si riserva di valutare «l’ esistenza di estremi diffamatori nelle reiterate dichiarazioni di alcune associazioni di consumatori e di possibili ricorsi nelle sedi giurisdizionali».
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