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16 Ottobre 2019

Contro ricorso al Tar Il Codacons contesta Italia Nostra «Prestito legittimo»

Domani alle 12,30 la seconda sezione del Tar del Veneto si riunirà per decidere se il disegno dell’ Uomo Vitruviano può uscire dai confini italiani per essere esposto nella mostra su Leonardo al Museo Louvre di Parigi che inaugura il 24 ottobre, preceduta da un’ anteprima la scorsa settimana. In pochi mesi l’ opera è diventata l’ ago della bilancia delle relazioni tra Italia e Francia, ma anche della gestione italiana del patrimonio dei beni culturali. Il prestito del capolavoro di Leonardo alla Francia in cambio di due opere di Raffaello all’ Italia era stato al centro del Memorandum d’ Intesa siglato lo scorso 24 settembre dal ministro Dario Franceschini e dal suo corrispettivo francese Franck Riester. Tuttavia questo accordo, frutto di un dialogo iniziato già nel 2017 proprio da Franceschini, è stato contestato dall’ associazione Italia Nostra che ha presentato ricorso la scorsa settimana. La novità è che, a soli due giorni dalla Camera di Consiglio, Codacons, l’ associazione di consumatori, ha depositato un ricorso a favore del Mibac contro il ricorso di Italia Nostra: «Sosteniamo l’ operazione di Franceschini e chiediamo i giudici di confermare il prestito» ha scritto in una nota il presidente Carlo Rienzi «L’ accordo è un vantaggio per il nostro Paese che consegna al Louvre un’ opera che in Italia non è valorizzata e che non corre alcun rischio di trasferimento. Dalla Francia riceveremo due dipinti di primaria importanza che potranno essere esposte al pubblico». La Camera di Consiglio di mercoledì sarà a porte chiuse: da una parte Italia Nostra seguita dallo studio legale di Treviso di Alessandro Sartore Caleca e dall’ altra il procuratore dello Stato. La decisione verrà poi presa dal collegio composto da tre magistrati della seconda sezione, quella di esperti di arte, che verranno scelti dal presidente del Tar tra Alberto Pasi, Stefano Mielli, Daria Valletta e Maria Giovanna Amorizzo. Italia Nostra contesta al Mibac di aver violato l’ articolo 66 del Codice dei Beni Culturali che vieta alle opere parti del fondo identitario e principale di un Museo, come in questo caso il disegno per le Gallerie dell’ Accademia, di superare i confini italiani. Dall’ altro lato il Mibac sostiene che, quando si tratta di uno scambio culturale che rafforza i buoni rapporti tra Stati, la legge viene superata in nome di un obiettivo più grande. Tuttavia c’ è un altro punto contestato da Italia Nostra. Se Franceschini in più di un’ occasione ha detto che la sua decisione era basata sulle analisi di tecnici di altissimo livello come l’ Opificio delle pietre dure e l’ Istituto del restauro che avevano dato l’ ok al prestito, Italia Nostra, facendo accesso agli atti, ha scoperto che l’ Opificio ha fatto un’ analisi a distanza e l’ Istituto del restauro quando era esposto alle Gallerie dell’ Accademia. Di fatto, sostiene Italia Nostra, solo gli esperti del Gabinetto dei disegni delle Gallerie dell’ Accademia, gli unici che hanno detto di no al prestito, hanno fatto un’ analisi in laboratorio. –

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