31 Maggio 2003

«Contro il fumo passivo dovete chiedere i danni»

«Contro il fumo passivo dovete chiedere i danni»


Sirchia: ottimo deterrente per imporre l?aria pulita




ROMA – Meglio del cerotto alla nicotina. Il più efficace sistema antifumo sono le richieste di risarcimento danni. Soltanto il Codacons, associazione dei consumatori, ha già avviato almeno 100 cause da parte di altrettanti cittadini rovinati dalle sigarette: fumatori per scelta o per forza (di quelle altrui). Ne conviene il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, che dice: «Sono un deterrente per quelle aziende che consentono di fumare e non impongono l?aria pulita. Il rischio di sborsare milioni di euro le incentiverà a tutelare la salute dei dipendenti e il proprio portafoglio».



SENZA TABACCO – Oggi l?Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) celebra la 15ª edizione della Giornata contro il fumo ( No Tobacco Day ) che ogni anno brucia 4 milioni di vite (nel 2010 saranno 10 milioni): 53.000 soltanto in Italia (di cui 8 mila per fumo passivo). Il tema di quest?anno è il legame tra il cinema e la moda con l?industria del tabacco. L?Oms chiede che le marche di sigarette siano escluse dai film, che i produttori di tabacco non ottengano guadagni, che le case di moda ne rifiutino le sponsorizzazioni. In 500 piazze italiane i volontari della Lilt (Lega italiana lotta ai tumori) offriranno (in cambio di un piccolo contributo) una maglietta supergriffata, con le firme di 30 stilisti italiani. Inoltre per ogni Sms inviato via cellulare dai clienti Tim al numero 44771 (costo: 1 euro) l?azienda telefonica (che da oggi vieterà le sigarette in ufficio) devolverà la stessa cifra alla Lilt.


QUANTO SI FUMA – I consumi di sigarette dal 1986 al 1991 erano scesi del 14 per cento. Dal 1998 al 2000, come segnala l?Istituto superiore di Sanità, sono tornati ai livelli record del 1986, nonostante l?aumento dei prezzi. Secondo una indagine Doxa nel 2003 i fumatori sono il 27,6 per cento della popolazione (immigrati compresi). Gli italiani con il vizio sono 15 milioni e 700 mila (33,2 per cento uomini specie al Sud e nelle isole, e 22,5 per cento donne maggiormente al Centro).


ADOLESCENTI – I fumatori teenagers hanno tra i 13 e i 17 anni, sono soprattutto ragazzi, abitano al Nord e fumano in media 7 sigarette al giorno. Non per bisogno ma per imitare gli adulti o i divi tv. Gli adolescenti con sigaretta tra le dita però sono diminuiti rispetto a 3 anni fa: i giovani fumatori maschi sono scesi dal 37,7 per cento al 32,6, le femmine dal 30,4 al 20,17. Per le ragazzine il deterrente maggiore sarebbero gli effetti antiestetici della nicotina sulla pelle. Oltre 3 ragazzi su 10 acquistano il pacchetto di bionde ai distributori automatici. Dal prossimo anno saranno aperti soltanto dalle 23 in poi.


IN TV – Secondo uno studio dell?Istituto superiore di Sanità (che ha avviato un Telefono Verde contro il fumo, l?800.554.088 per informazioni su effetti nocivi e terapie), la nostra tv trasmette in media l?immagine di una sigaretta accesa ogni 32 minuti. La rete più «respirabile» è risultata Italia Uno. Sirchia ha proposto a Rai e Mediaset un tavolo di lavoro per creare una cultura televisiva contro il fumo. Uno studio del dipartimento di Sociologia dell?Università La Sapienza di Roma ha provato che su 19 film tra i più visti del 2002, in quelli italiani si fuma molto di più che in quelli stranieri: 42 scene contro 37.


LA GARA – Gli esperti dell?Istituto nazionale dei Tumori (Int) di Milano hanno provato che un ciclomotore a 4 tempi, nuovo, con marmitta catalitica, inquina meno di una sigaretta.


LE VITTIME – Nel libro bianco sul fumo compilato dalla Lega italiana per la lotta ai tumori il conto delle morti imputabili al fumo sale: almeno 85 mila persone muoiono per effetto diretto o indiretto del fumo.

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