9 Luglio 2003

Contro il caro-spiaggia il Codacons pronto a dare battaglia





Le associazioni dei consumatori non si arrendono, e sul “caro-mare“ preannunciano battaglia. A scendere in campo, a seguito del rincaro di prodotti alimentari, gelati e bibite condotta fra gli stabilimenti balneari del Lido, il Codacons rilancia preannunciando controlli a tappeto nelle località turistiche di tutta Italia. «Ovviamente – spiega il segretario di Ostia, Andrea Mannucci – il litorale romano è il primo della lista».
A far scaturire la ?rappresaglia? dei consumatori è stato il forte rincaro dei prezzi sull`arenile. Secondo lo stesso Condacons infatti all`aumento dei costi di panini, parcheggi e bibite va sommato il rincaro, variante dal cinque al venti per cento, di sdraio, lettini e ombrelloni. Un salasso capace di tradursi per quest`estate in un incremento di spesa per le famiglie in vacanza di 25/30 euro giornalieri. «E` esagerato – tuona il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – che si approfitti di ogni occasione: l`inizio della scuola per i quaderni e l`estate per sdraio e ombrelloni. La gente finisce così per ?limitarsi? e per incrementare la crisi dei consumi».
Sempre secondo i dati forniti dalla stessa associazione di consumatori nel 2002 il costo medio di un ombrellone era di 7 euro, così come un lettino. Mentre oggi si varia dai 7,50 agli 8,50 euro, a seconda delle località.
E poi ancora. Per un abbonamento stagionale fino allo scorso anno bisognava spendere 350 euro circa, oggi è praticamente impossibile farlo con meno di 380/400 euro. Accuse che però non vengono raccolte dalle associazioni degli stabilimenti balneari. «Gli aumenti – risponde infatti Tullio Galli della Fiba-Confesercenti – sono stati del 2, massimo del 3 per cento. In linea con il tasso d`inflazione». Altri giustificano il “caro-mare“ con l`ampia gamma di servizi offerti dalle strutture.

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