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2 Agosto 2002

Contro il caro-pieno i consumatori passano al boicottaggio

Contro il caro-pieno i consumatori passano al boicottaggio. I petrolieri: i prezzi non sono alti

Fino a 6 automobilisti su dieci avrebbero evitato ieri di fare il pieno di benzina nelle stazioni Api e Tamoil e di gasolio in quella Fina, aderendo al «boicottaggio» lanciato dalle associazioni dei consumatori contro il «caro-pieno» ed il mancato trasferimento dei benefici del super-euro sui prezzi dei carburanti. L`Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) che ha promosso l`iniziativa sottolinea infatti in una nota che le adesioni avrebbero registrato una percentuale compresa tra il 40 ed il 60% secondo il monitoraggio compiuto dalle stesse associazioni su un campione di 19 distributori autostradali ubicati in tutto il territorio nazionale. Monitoraggio compiuto – ricorda l`Intesa in una nota – confrontando l`affluenza degli automobilisti con quella di sabato scorso, altra giornata «clou» dell`esodo estivo, tra le 10.00 e le 12.00 e tra le 14.00 e le 15.00. «Rispetto agli stessi orari di sabato scorso – precisa la nota – emerge che una percentuale compresa tra il 40 ed il 60 per cento di automobilisti si è astenuta dal fare rifornimento presso i marchi indicati dai consumatori, dimostrando di condividere in pieno la protesta delle associazioni». Protesta rivolta – ricordano – contro i «petrolieri che mantengono alti i prezzi dei carburanti nonostante la rivalutazione dell`euro sul dollaro che dovrebbe, invece, portare ad una riduzione del prezzo al litro vicina al 16%». Il boicottaggio promosso dai consumatori – previsto per l`esodo di ieri e oggi, dovrebbe essere riproposto per il controesodo del 31 agosto – primo settembre – è rivolto verso quei marchi che, secondo quanto precisato dalle stesse associazioni nei giorni scorsi, praticando i prezzi più alti della media, meglio rappresentano il «caro-pieno» italiano. Secondo l`Unione Unione Petrolifera, tuttavia, i dati forniti dai consumatori sui prezzi dei carburanti «sarebbero “falsi“». Lo scontro sul pieno continua.

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