Contro il caro-benzina prezzi sotto controllo“
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fonte:
- L`Unità
Bersani: verifica settimanale su verde e gasolio Impossibile anticipare gli interventi sulle accise
/ Milano VERDE RECORD L`allarme generato dal caro-benzina è generale: protestano i consumatori costretti a pagare il carburante a peso d`oro proprio alla vigilia dell`esodo d`agosto; si preoccupa il mondo produttivo minato nella competitività da costi energetici più al- ti dei concorrenti europei; si mobilita il governo che verificherà a cadenza settimanale i prezzi della verde e del gasolio, ma che lascerà nel cassetto fino al prossimo gennaio il provvedimento sulle accise contenuto nel disegno di legge sull`energia: “Non credo sia possibile operare un intervento in questo momento“ frena il ministro per lo sviluppo economico Pierluigi Bersani. Davanti allo sfondamento della benzina oltre quota 1,40 euro (che porta gli automobilisti italiani nell`olimpo dei più salassati d`Europa con prezzi superiori del 14,4% alla media Ue) l`invocazione delle associazioni di consumatori è infatti unanime: il congelamento delle accise va fatto subito, senza rispettare la tempistica prevista. Solo nel primi sei mesi di quest`anno, secondo i calcoli del Centro Studi Promotor, il gettito fiscale dall`Iva sui carburanti è aumentato di un miliardo e 136 milioni di euro per effetto dei rincari del greggio. Ma Bersani spegne le speranze: “Non credo sia tecnicamente possibile, almeno stando al meccanismo della Finanziaria. Purtroppo sono scarsi gli strumenti attualmente a nostra disposizione. Il provvedimento sulle accise partirà dal primo gennaio prossimo, tuttavia stiamo mettendo bene in esame la vicenda, perchè vanno bene le fibrillazioni del mercato, ma queste, ad esempio, dovrebbero operare allo stesso modo anche in Germania“. Per questo il ministro annuncia altri interventi: “Faremo settimanalmente una verifica della forbice tra i nostri prezzi della benzina e quelli della media Ue. E chiameremo a tale proposito i petrolieri, cominciando a fare il pressing necessario con gli strumenti che abbiamo“. Concordano le associazioni dei consumatori, che però chiedono azioni più estese e più celeri. “Il ministro – sostiene il Codacons – deve obbligare le compagnie petrolifere a reinvestire i maxi-profitti in Italia e limitare da subito le tassazioni sui prezzi dei carburanti“. Inoltre si potrebbe procedere “all`installazione dei benza-cartelloni sulle autostrade e nei quartieri delle città, indicanti i prezzi di benzina e gasolio praticati dai distributori di zona, così da indirizzare l`automobilista verso quello più conveniente e aumentare la concorrenza tra gestori“. Anche Adiconsum ribadisce la sua proposta anti-rincari: “Le variazioni del prezzo dei carburanti alla pompa devono avvenire ogni tre mesi, non giornalmente come accade oggi, in base alla media delle variazioni intervenute nel periodo di riferimento“. Un provvedimento che secondo l`associazione “congelerebbe i prezzi per tre mesi, eviterebbe le speculazioni quotidiane, salvaguarderebbe l`andamento del mercato e consetirebbe maggior concorrenza tra le compagnie“. In fibrillazione anche il mondo produttivo, che già deve fare i conti con prezzi industriali del carburante più alti del 5,5% rispetto all`Europa. La Confederazione italiana agricoltori, in particolare, presenta già un bilancio preoccupante: il caro-carburante nei primi sei mesi del 2006 ha portato alle aziende agricole un aumento del 30% della bolletta energetica, quantificabile in 175 milioni di euro. “L`escalation del costo del greggio rischia di corrodere ulteriormente i redditi degli agricoltori – commenta la Cia – che nello scorso anno sono scesi del 10,4% per cento. Se il prezzo del barile dovesse mantenersi sugli attuali vertiginosi livelli nei prossimi sei mesi, gli effetti per l`agricoltura sarebbero disastrosi, con aumenti nell`ordine dei 550 euro mensili ad ogni impresa“.
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