30 Luglio 2019

Contro i furbetti delle vacanze che incassano senza pagare tasse

Angela FalconeSarà merito della bella stagione, ma gli annunci con su scritto affittasi casa vacanze e altri alloggi a uso turistico, evidentemente a grande richiesta, si moltiplicano. Non fosse che – ad affermarlo è il Codacons, commentando i dati Federalberghi – si tratta spesso di alloggi abusivi e fuorilegge. L’ elevatissima richiesta di strutture ricettive e posti letto, spesso superiore all’ offerta, fa sì che in alcune località di villeggiatura si registrino abusivismo e illegalità: garage, sottoscala e persino terrazzi vengono trasformati in alloggi improvvisati e affittati ai turisti, con tariffe esorbitanti e totalmente in nero, dando vita a un giro di evasione fiscale non indifferente.Queste strutture ricettive «improvvisate» se da un lato non pongono in sicurezza gli stessi turisti, non rispettando le normative di settore, né in ambito igienico-sanitario né in quello della sicurezza, dall’ altra mettono in difficoltà e danneggiano anche chi opera regolarmente.Francesco Tanasi segretario nazionale Codacons ha per questo chiesto alla Guardia di Finanza di intensificare i controlli per stanare gli speculatori e arginare il fenomeno. «L’ obiettivo dovrebbe essere proprio questo – afferma Daniele La Rosa, presidente del Centro Commerciale Naturale Antica Ibla – combattere l’ abusivismo, promuovendo il corretto modo di svolgere la professione alberghiera ed extralberghiera e incentivando il controllo sul territorio. Gli iscritti nei registri comunali, al Suap (Sportello Unico per le Attività Produttive) sono molti meno rispetto a quelli che si promuovono sul web. Il sommerso danneggia, sia per immagine che per economia, chi lavora onestamente 365 giorni l’ anno, chi vuole fare imprenditoria in maniera seria: i dati sulle presenze, sul numero effettivo dei pernotti e degli arrivi vengono inficiati; quelle abusive sono perlopiù strutture senza assicurazione, senza preparazione su come ricevere il turista. Così ci rimettiamo anche come territorio. Se nessuno controlla, vige l’ anarchia: chi non versa la tassa di soggiorno, può usufruire ugualmente dei servizi finanziati con la tassa di scopo, senza dall’ altra aumentare il gettito. In molti usano affittare il residenziale e le tariffe sono ovviamente diverse tra un immobile registrato come abitazione privata e uno come struttura ricettiva: si giunge a una guerra di prezzi tra chi è sottoposto a una tassazione importante, chi paga semplicemente una cedolare del 21% e chi non paga del tutto. Per crescere come territorio dovremmo imparare a cooperare, creare reti d’ impresa, eppure appare insita nella mentalità del Sud la convinzione che fare da sé e per sé significhi fare meglio. Ci vorrebbe uno scatto mentale, perché da un lato vorremmo fare gli imprenditori, dall’ altro non sappiamo come si fa».

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