14 Novembre 2007

Contro gli ogm 3 milioni di firme

Anche Cna alimentare nella coalizione che ha promosso la consultazione nazionale
Contro gli ogm 3 milioni di firme

L`artigianato in prima linea per la difesa della qualità è stato forte e chiaro il no agli ogm dei cittadini italiani. Su 3.086.524 voti raccolti, infatti, sono stati 3.068.958 i sì all`esclusione degli organismi geneticamente modificati dalle nostre campagne e dai nostri cibi, ovvero il 99,43% dei votanti. Per il no, invece, si sono espresse 17.566 persone, lo 0,57%. Un verdetto, questo, espresso dai cittadini chiamati a decidere per un modello agroalimentare di qualità e libero da ogm nel corso della consultazione nazionale promossa dal 15 settembre al 15 novembre dalla coalizione Italia Europa – Liberi da ogm. “Un`esperienza di democrazia partecipata e di ricoesione sociale assolutamente inedita nel nostro paese, che ha coinvolto 32 organizzazioni e milioni di cittadini in oltre 2 mila eventi in tutta Italia“, fa notare Sandro Moscardi, presidente di Cna alimentare, in prima fila nella coalizione Liberi da ogm. Da una prima analisi del voto emerge netta la prevalenza del Nord Italia, con il 52% dei voti, seguito da Centro (28%) e Sud (20%). Regioni con più votanti sono risultate l`Emilia Romagna (18,68%) e la Lombardia (12,76%). Le cinque regioni con il maggior numero di prodotti di qualità certificati (ovvero Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte e Toscana) hanno espresso da sole il 49% dei voti. Il 64% dei voti è stato invece raccolto nelle regioni ogm-free, ovvero Valle d`Aosta, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia, Sardegna. Oltre 500 mila i voti espressi attraverso il web (il 16,66% del totale), di cui 504.526 sì e 9.676 no, con una media di più di 8.200 voti al giorno. Significativa la partecipazione via sms, attivata il 24 ottobre. Su un totale di 5.363 sms validi ricevuti, sono stati registrati 5.179 sì e 184 no. “Si tratta di un risultato straordinario“, ha commentato Mario Capanna, presidente della Fondazione diritti genetici, a nome della coalizione, “che dimostra come i cittadini e le cittadine di questo paese vogliono un modello agroalimentare di qualità e libero da ogm. è un risultato importante, perché servirà al nostro paese a svolgere un ruolo trainante in Europa“. Le iniziative organizzate nell`ambito della consultazione sono state 2.136, con una media di 40 eventi al giorno distribuiti su tutto il territorio nazionale. Si è trattato soprattutto di punti di raccolta voto (46%) e mercati di prodotti tipici (18%), seguiti da fiere (17%), convegni (10%), manifestazioni (6%) e mostre (3%). “Cna alimentare e le altre associazioni dell`artigianato, dell`agricoltura, dell`ambiente e dei consumatori hanno messo in piedi una campagna contro i Golia rappresentati dalle multinazionali e dalla Commissione europea, per stoppare l`ingresso in Italia e in Europa degli organismi geneticamente modificati“, fa notare Moscardi. “Il nostro obiettivo è quello di difendere la salute dei cittadini, ma senza voler mettere la museruola all`innovazione e alla scienza“. La campagna portata avanti dalle 32 associazioni (tra gli altri: Acli, Adiconsum, Adusbef, Cia, Codacons, Coldiretti, Confartigianato alimentazione, Coop, Legambiente, Greenpeace, Wwf, Slow food) si è concentrata sulla difesa di uno sviluppo agroalimentare senza ogm, in attesa di una risposta definitiva e ineccepibile della ricerca scientifica sulle conseguenze dell`introduzione di ogm sia sulla salute dei cittadini sia sul nostro patrimonio agroalimentare. “La posta in ballo è alta anche per la nostra economia“, chiarisce Daniela Piccione, responsabile di Cna alimentare. “In Italia il made in Italy dell`enogastronomia è fatto di prodotti tipici, legati ai territori e alle nostre tradizioni artigianali. Introdurre ingredienti o materie prime geneticamente modificate“, insiste, “sarebbe come spazzare via in un istante questo valore aggiunto. L`artigianato alimentare italiano“, conclude Moscardi, “si è schierato in prima linea contro gli ogm proprio perché si sente depositario della cultura, delle tradizioni e dei legami con il territorio dei prodotti agroalimentari: questa è un battaglia di civiltà che va continuata, proprio perché si tratta anche di difendere i nostri prodotti eccellenti“.

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