5 Luglio 2002

“Contro gli eurofurbacchioni rinunciate a fare la spesa“





Un gruppo di associazioni di consumatori ha indetto per oggi a livello nazionale lo «sciopero della spesa». Una giornata senza acquisti per chi intende protestare contro i rincari e contro gli arrotondamenti da euro. Federconsumatori, Adoc, Codacons e Adusbef hanno organizzato questa insolita protesta per «porre fine come è scritto in un comunicato agli eurofurbacchioni», cioè a chi ha scelto gli «arrotondamenti per eccesso». «Per oggi dicono le associazioni che difendono i consumatori prendete il cappuccino a casa, rimandate di un giorno il pieno di benzina, guardatevi un film in salotto e non andate al cinema o a teatro…». Il messaggio è insomma quello di rinunciare per un giorno allo shopping per contestare i rincari. Anche quelli che non si vedono dalle statistiche dell`Istat dove si legge che l`inflazione di giugno era al 2,2 e in Toscana all`1,9. Ma un conto è il paniere e le medie matematiche, altro la «percezione dei rincari» da parte della gente. Un conto sono le statistiche che offrono i supermercati, dalla Coop all`Esselunga, tutti assicurano «arrotondamenti per difetto», altro quel che pensano i consumatori reduci dal passaggio alle casse e dalla consultazione degli scontrini fiscali fuori e dentro i supermercati. Le associazioni dei consumatori protestano oggi anche contro la scelta delle voci da inserire nel paniere da parte dell`Istat: perché per esempio i prodotti biologici restano esclusi? Non è, si chiedono alcuni consumatori, che i consumi stanno seguendo strade differenti rispetto al paniere che pure, come spiegano a Palazzo Vecchio, viene aggiornato ogni anno.
«La gente spesso misura l`inflazione dalla tazzina del caffè che al bar è indubbiamente rincarata» spiega con una battuta Riccardo Innocenti responsabile dell`Ufficio di statistica a Palazzo Vecchio. In altre parole significa che ci sono aumenti che infastidiscono più di altri perché incidono nelle abitudini quotidiane o perché colpiscono beni che siamo abituati a consumare ogni giorno.
A scorrere gli oltre 8.000 prezzi rilevati ogni mese dal Comune che vanno a incasellarsi e a fare le medie dei 580 prodotti che figurano nel paniere Istat si trovano fra i rincari di giugno proprio la tazzina del caffè al bar (+2,6%) e quella del cappuccino (+3,7%), ma anche la frutta e la verdura (+17,4% e +15,7%), le tariffe dei bus (+29%), quelle dei concorsi pronostici, del pane, dei giornali. Nelle medie si deve però tener conto anche dei beni che hanno subito delle diminuzioni di prezzo: benzina verde (5%), personal computer (11,5%), i telefoni cellulari (2,8%), la carne di bovino adulto (2,8%), quella di pollo fresco (4,7%).
Eppure complessivamente tra i consumatori serpeggia un forte scontento, del resto proprio lo sciopero indetto per oggi è un segnale: «Sono convinto spiega ancora Innocenti consultando assieme a Gianni Dugheri le ultime rilevazioni che sia importante far notare che molti rincari non partono dall`introduzione dell`euro, ma sono antecedenti: prendiamo per esempio i generi alimentari e le bevande che a giugno segnano globalmente rincari del 3,6 rispetto al giugno di un anno prima: è da tutto il 2001 che questa voce segna un trend di crescita. Va ricordato comunque che l`inflazione attesa, dicono gli economisti, è uguale a quella reale». Significa che se c`è una percezione dei rincari da parte dei consumatori, questi poi si traducono in rincari effettivi. Aspettiamoci quindi il peggio: del resto per luce e gas i rincari sono alle porte.

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