10 Marzo 2002

Contratto Wind pirata, parte la querela

Contratto Wind pirata, parte la querela


Panizza accusa: collegato al nuovo gestore senza averlo chiesto


CORNETTA SELVAGGIA

ROVERETO. Altri si sono indignati, limitandosi però a segnalare l`accaduto a giornali e associazioni di tutela del consumatore. Maurizio Panizza, consigliere comunale di Volano e consigliere comprensoriale, ha fatto di più: ieri ha sporto formale querela presso il commissariato di polizia contro Telecom Italia e contro Wind. La faccenda riguarda l`allacciamento non autorizzato – nè in alcun modo sottoscritto con un contratto – di un`utenza telefonica domestica al gestore Wind.
Panizza, che ha interessato anche il Codacons attraverso il battagliero presidente Pasquale de Matthaeis, invita l`autorità giudiziaria a far luce su quanto capitatogli.
Dunque, il 5 marzo scorso il consigliere si accinge a chiamare un amico in Romania dal suo fisso di casa. Con gran sorpresa, un operatore automatico Wind lo avverte che la telefonata internazionale non è prevista dal servizio, invitandolo a sentire il servizio 158. Panizza lo fa senz`altro e apprende che in dicembre avrebbe richiesto al gestore telefonico l`attivazione di un servizio di carrier preselection, avrebbe cioè chiesto di poter telefonare con Wind e di poterlo fare automaticamente senza dover comporre prefissi oltre ai numeri Telecom. Al contrario, avrebbe dovuto comporre il 1033 per poter continuare a chiamare con Telecom Italia.
Si dà il caso però che Panizza si sia sempre accontentato del successore della cara, vecchia Sip, senza complicarsi la vita in altro modo. E allora eccolo subito a chiedere – se non altro per una questione di principio – di essere rimesso immediatamente nella situazione originaria, visto che a Wind non s`è mai rivolto. Complicazioni subito in vista: serve una dozzina di giorni, durante i quali anche Internet resta inaccessibile perchè il nostro non sa come mettere mano sul pc per inserire il prefisso Wind ora necessario per connettersi al provider da cui riceve l`allacciamento al web. Sempre più irritato, Panizza sente la Telecom e apprende che effettivamente il 23 febbraio la Wind ha comunicato all`altra azienda la sua fantomatica richiesta del servizio Cps, ossia la deviazione di tutte le chiamate sulla sua linea (e bolletta).
A questo punto lo spirito critico dell`uomo impegnato in politica e amministrazione pubblica giunge alla conclusione logica: non partirà nessun fax per implorare Telecom e Wind a smetterla di giocare con la cornetta (e il denaro) altrui, ma piuttosto una bella querela con la riserva di fare anche azione civile per il risarcimento del danno.
Altra cosa è – in attesa di eventuali sviluppi giudiziari – capire intanto come sia successo l`inconveniente a quanto pare piuttosto diffuso. Panizza scrive nella querela che in dicembre ha acquistato un cellulare presso il negozio Al Risparmio di Rovereto: il telefonino conteneva scheda prepagata con tariffa agevolata per le chiamate verso il telefono di casa. Ora, Panizza dice di aver appreso che ci sono negozianti che di propria iniziativa in circostanze come questa inviano loro a Wind la richiesta d attivazione anche della carrier preselection casalinga, «per garantirsi le provvigioni derivanti dall`accensione di nuovi contratti».
Sabrina Moiola, contitolare del suddetto negozio al Rovercenter, sgombra totalmente il campo da questa ipotesi. «Ci siamo limitati – spiega cortesemente – a vendere al signor Panizza il telefono portatile con la scheda Wind, senza alcun`altra iniziativa non autorizzata. Ci mancherebbe altro. Se il problema c`è stato, ha un`origine diversa, tutto potrebbe nascere da una chiamata di Wind a casa Panizza, per esempio. In ogni caso non c`entriamo affatto».
Il caso, quindi, non ha ancora una soluzione chiara.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this