Contratto con l’ inganno, scatta la denuncia
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fonte:
- Il Messaggero
segue dalla prima La vicenda risale al 2014 ed è stata denunciata nel gennaio 2015, ma la prima udienza è stata fissata per il 24 settembre al tribunale di Perugia. Tutto ha inizio quando la consumatrice, rappresentata dall’ avvocato Francesca Pasquino, legale del Codacons Umbria, si è vista arrivare a casa un agente-mediatore con la sua proposta di portabilità per i servizi elettrici e gas: la signora lo ha fatto entrare fornendogli i dati anagrafici e fiscali. «Dopo aver sentito l’ offerta – spiega Carla Falcinelli, presidente dell’ associazione che ha raccolto il racconto – ha risposto che non era interessata ma l’ agente le ha spiegato che aveva comunque necessità di scrivere questi dati per dimostrare all’ azienda che aveva comunque fatto il colloquio e le sottopone una carta da firmare». L’ utente ha quindi letto il documento, scoprendo che si trattava di un contratto. «La signora ha quindi ribadito che non aveva intenzione di cambiare gestore, strappando il foglio e chiedendo al giovane di andarsene». La vicenda legale ha inizio cinque mesi più tardi circa quando la donna ha iniziato ad essere tartassata da un’ azienda di recupero crediti che le contestava un debito di circa 500 euro. «Si trattava di fatture di FlyEnergia non pagate – spiegano dal Codacons – gestore con cui lei non aveva siglato alcun contratto. La signora ci ha però detto che nei mesi precedenti non aveva più ricevuto le fatture del suo gestore abituale, anomalia che ha poi collegato al sollecito, scoprendo che a sua insaputa la sua utenza era migrata». Affidata la pratica all’ associazione, tramite l’ avvocato Pasquino la signora ha ottenuto un accesso agli atti scoprendo che la portabilità era stata perfezionata con tanto di contratto telefonico. «Si tratta di una storia singolare per come è stata messa in atto», spiega il legale. «Abbiamo appurato che la voce registrata non era della persona offesa ma di una signora dall’ accento napoletano che non conosceva dati e informazioni della nostra assistita che sono suggeriti dall’ operatore telefonico». Il numero di telefono contattato per concludere il contratto, inoltre, non era riferibile all’ intestataria del contratto incriminato. «La signora è riuscita a bloccare il recupero crediti perché è stata attenta a verificare l’ origine del contratto, potendo denunciare gli autori che lei non conosce», aggiunge l’ avvocato. «Abbiamo appreso chi sono tramite il decreto di citazione in giudizio (il 24 settembre, ndr)». Sarà il giudice a decidere come dirimere la querelle, con l’ utente raggirata che è stata mossa prima di tutto da una questione di principio. «É la cosa che l’ ha determinata a sporgere la querela e tutelare i suoi diritti anche se le somme contestate non sono basse: 500 euro chiesti all’ improvviso possono mettere in ginocchio qualsiasi famiglia con reddito medio. La tutela maggiore che la signora vuol avere è la sicurezza nei contratti e nei rapporti con i gestori di servizi primari come gas e luce». Il gestore FlyEnergia non entra nel processo penale che vede come imputato il promotore. «La persona che figura come collaboratore/agente di Alfa Group – spiega il legale – e che nel porta a porta è entrato a casa della signora carpendo i suoi dati personali e che si presume abbia apposto una firma falsa sul modulo di adesione dell’ offerta FlyEnergia». «É allucinante che una persona si ritrovi contraente a sua insaputa – aggiunge Carla Falcinelli – e questo denota una mancanza di protezione nei confronti del consumatore: senza l’ accesso agli atti, la signora non avrebbe potuto far valere i suoi diritti». Fabio Nucci.
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