29 Novembre 2018

Contratti a termine, condannata l’ Asp

ai medici sono stati riconosciuti oltre 60 mila euro di risarcimento
La Corte d’ Appello di Palermo ha condannato l’ Asp di Agrigento che per assumere il personale medico faceva ricorso a continui contratti a termine. In primo grado, il tribunale aveva dato ragione ad una dipendente dell’ Asp. Era stata la stessa azienda sanitaria ad aver presentato ricorso alla Corte d’ Appello di Palermo che ha respinto in modo netto le tesi dell’ azienda, dando ancora una volta ragione a tre dipendenti che sono stati difesi dal Codacons del presidente Carlo Rienzi. Scrivono infatti i giudici nella sentenza: «È incontestato che la durata dei contratti a termine che si sono succeduti ha superato abbondantemente per durata complessiva il limite massimo dei 36 mesi (69 mesi, anche non considerando il primo contratto di 8 mesi, riguardante il 2003), sicché bene ha fatto il Tribunale ad accordare il risarcimento ritenendo presunto il danno subito dalla lavoratrice in una ipotesi di abuso. Verificato che in base al contratto collettivo di settore al personale a tempo indeterminato, con la maturazione dell’ anzianità di servizio, compete la progressione economica e valutate le condizioni di impiego, che parificano di fatto le caratteristiche della prestazione dei lavoratori con contratto a termine a quelli di ruolo, la disparità di trattamento deve senz’ altro ritenersi illegittima, e analogo trattamento va dunque riconosciuto all’ odierna appellante incidentale, considerato il servizio prestato in tutti i contratti a termine stipulati con l’ Asp». Ai dottori sono stati quindi riconosciuti oltre 60 mila euro di risarcimento per danno da lavoro precario, gli scatti di anzianità maturati nel tempo e le spese legali. «Ora si annunciano centinaia di cause analoghe in tutta la Sicilia – fa sapere il Codacons – a favore dei dipendenti precari delle Asp cui siano stati rinnovati di volta in volta contratti a termine. In sostanza l’ orientamento giuridico è quello di considerare la continuità del servizio che invece l’ azienda non aveva calcolato ritenendo interrotto il rapporto di lavoro quando era scaduto il contratto. Essendosi trattato di rinnovi che hanno superato ampiamente il periodo di 3 anni, è stata riconosciuta l’ illegittimità del ricorso a contratti a termine». L’ Asp può adesso proporre ricorso in Cassazione. (*PA.

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