Conto salato per il cenone di Natale
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fonte:
- Trentino extra
Il Codacons denuncia aumenti di 165-175 euro a famiglia
ROMA. Conto salato per il cenone di Natale: i rincari registrati quest`anno nell`intero settore alimentare porteranno le famiglie a spendere per la tavola della vigilia 20, 30 euro in più rispetto lo scorso anno, per un totale complessivo di 165, 175 euro a famiglia. “A causare i rincari nella spesa – afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi – dapprima gli aumenti speculativi, a partire da pasta e pane, seguiti da quelli legati alla protesta degli autotrasportatori, che in molti esercizi commerciali non sono rientrati“. Per fronteggiare la stangata – consiglia Rienzi – occorre evitare gli acquisti last-minute e aumentare il numero dei commensali. Chi aggiunge posti a tavola, riduce gli sprechi e, se si condivide la spesa tra più persone, si riesce a risparmiare fino al 30% sul costo totale del cenone“. Ecco una tabella elaborata da Codacons sui rincari dei prezzi medi nel settore alimentare nelle principali città italiane: – panettone di marca +11,5%; – pandoro di marca +14,1%; – spumante di marca + 7,1%; – prosecco di marca + 1,6%; – salmone confezionato al Kg +16,9%; – torrone confezionato 300 gr – 3,9% – cotechino precotto di marca + 1,4%; – zampone di marca + 8,8%; – lenticchie (confezione 1 kg)+ 0,2%; – miele + 2,8%. Un avvertimenti sugli effetti indesiderati del cenone viene da Emanuele Scafato, direttore dell`Osservatorio Nazionale Alcol dell`Istituto Superiore di Sanità. “Basta anche solo il brindisi di mezzanotte, con un paio di bicchieri di spumante, per dover poi necessariamente evitare di guidare per almeno quattro ore, per non rischiare l`infrazione e soprattutto la sicurezza di sè e degli altri“. Anche quest`anno, insomma, “ci aspettiamo il consueto bollettino di guerra. Come in tutte le feste: se mediamente ci sono 16 vittime della strada al giorno, più della metà di questi sono concentrati nel fine settimana, una media che aumenta nelle festività e a Capodanno. In pratica, si muore almeno quattro volte di più dopo i cenoni“. In ogni caso, tiene a precisare Scafati, la richiesta dei locali notturni di prorogare l`orario di vendita degli alcolici almeno a Capodanno, “non ha nessun senso“.
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