11 Ottobre 2010

Conto corrente, l’Antitrust taglia i costi interbancari

Se da un lato il conto corrente è lo strumento preferito dalle famiglie italiane per gestire il proprio denaro, dall’altro, come emerge da un recente studio della Commissione Europea, il correntista italiano è il più gravato dai costi del suo conto rispetto ai correntisti del resto d’Europa.

Le spese di mantenimento del conto corrente, si sa, nel nostro Paese sono piuttosto consistenti ed è per questo motivo che l’Antitrust è intervenuta per tagliare i costi interbancari fino ad arrivare a ben 36% del costo precedente.

Riceviamo la notizia dall’osservatorio del risparmio di Supermoney che su Chiarezza scrive:

Si profila un vantaggio per il consumatore? Speriamo!

In realtà quando alcuni mesi fa le banche furono costrette ad indicare l’ISC (Indicatore Sintetico di Costo) a fianco di ogni conto corrente per rendere più trasparente il rapporto con la clientela, gli istituti bancari avevano approfittato dell’occasione per far lievitare le spese di prelievi, bonifici e domiciliazioni delle bollette, anche nel caso delle operazioni che fino ad allora non erano a pagamento.

C’è da credere che si possa arrivare dunque a un reale guadagno per il cliente? Questo è l’obiettivo dell’intervento dell’Antitrust. Ma ecco in cosa consiste.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha annunciato la novità della riduzione delle commissioni su Pagobancomat, Bancomat, Rid (Rapporti interbancari diretti) fra banca e banca. Il provvedimento vincolante si collega agli impegni presentati dall’Abi, l’Associazione bancaria italiana, e il Consorzio Bancomat lo scorso aprile e riguarda i servizi di incasso elettronici e i prelievi in contanti al bancomat.

In particolare la commissione interbancaria Pagobancomat scende di oltre il 4% sulla transazione media, mentre la commissione per i prelievi presso gli sportelli Bancomat si riduce del 3,4% e quella interbancaria Rid viene tagliata del 36%.

Queste commissioni rappresentano un costo nei rapporti tra le banche e, per questo motivo, spesso e volentieri i singoli istituti si rivalgono poi sull’ultimo anello della catena: il cliente finale. Ma da ora in poi questo non succederà perché l’Antitrust ha sentenziato che "tali livelli non potranno essere modificati in aumento".

Plauso delle associazioni dei consumatori come Adusbef, Federconsumatori e Movimento Consumatori per l’intervento dell’Antitrust.

Più scettico il Codacons che ritiene che i tagli di cui sopra "non porteranno ad alcun vantaggio in favore degli utenti. Difficilmente le banche traferiranno i tagli sui correntisti".

E prosegue: "Nel 2011 ogni famiglia spenderà 28 euro in più solo per gli aumenti nel settore bancario".

Cosa possono fare pertanto gli utenti per risparmiare sui costi del conto corrente? In primo luogo devono evitare le operazioni in filiale e con i contanti, prediligendo invece quelle tramite bancomat e internet, gratuite o con costi ridotti.

Un aiuto valido per il consumatore può essere inoltre il confronto delle diverse proposte presenti sul mercato tramite il comparatore dei prezzi del sito Supermoney e, se opportuno, cambiare banca, incentivando in questo modo la concorrenza.

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